Ragazza uccisa a Macerata: un caso “scomodo” per la sinistra immigrazionista

di Chiara Soldani.

Scrivevo oggi sul mio profilo Facebook, quanto il regime massmediatico (che vige in Italia), occulti subdolamente le “notizie scomode”. Del resto, in piena campagna elettorale pro immigrazione e pro multiculturalismo (per la recidiva sinistra ), come commentare il macabro omicidio di Pamela Mastropietro ?

La ragazza, ospite di una comunità per il recupero da tossicodipendenza, è stata ritrovata in due trolley. Come carne da macello: ripulita del sangue, sezionata in dieci pezzi. Fa male, rabbia, ribrezzo parlare in certi termini di una giovane violata ed uccisa. Ma la realtà, necessariamente, va affrontata per fare  (si spera), giustizia.

Innocent Oseghale (“innocent” solo di nome), è il nigeriano omicida. 29 anni, in possesso di permesso di soggiorno scaduto e residente a Macerata, è stato l’ultimo ad avere contatti con la Mastropietro. Le prove testimoniali e le tracce ematiche ritrovate nel suo appartamento (vestiti della giovane inclusi), lo inchiodano: dalla ricostruzione, emerge che la ragazza sia morta o per overdose o per mano dello stesso Oseghale. A decesso avvenuto, il corpo sarebbe stato sezionato e privato del sangue, utilizzando strumenti da taglio non elettrici. Nessun rumore sospetto, infatti, è stato udito dai vicini.

Le due valigie, ritrovate nelle campagne di Pollezza, hanno rivelato il peggior epilogo ipotizzabile. Un testimone ha dichiarato di aver visto il nigeriano uscire dal proprio appartamento, con i trolley in mano: questo è accaduto martedì mattina. La sequenza temporale, dunque, risulta coerente con le registrazioni di una telecamera. La stessa che ha immortalato Pamela assieme al suo omicida, poco prima che se ne perdessero le tracce. I Ris, proseguiranno gli accertamenti di natura tecnico-scientifica nell’appartamento di Oseghale. Si cerca, inoltre, la (o le) armi del delitto.

Su Facebook, lo sfogo disperato di Alessandra Verni (madre di Pamela): “Spero e prego che giustizia sia fatta! Quello che le hanno fatto è indescrivibile e così crudele che spero di vederli soffrire lentamente fino alla morte! Ti amo”.

Altro ritrovamento non trascurabile: nell’appartamento sito in via Spalato 124, è stato ritrovato lo scontrino della vicina farmacia. La vittima aveva acquistato una siringa per assumere una dose di droga.

In un periodo storico di omertà verso l’immigrato stupratore o l’assassina “risorsa”, stridono le ridicole polemiche che riguardano parole tabù quali “razza”, o storici falò (coma l’ormai celeberrima Giobia di Busto Arsizio). Quanto la strumentalizzazione politica può manipolare la prassi dell’informazione? Evidentemente moltissimo. Del resto, le elezioni sono prossime e gli slogan che sottendono “+ immigrazione”, vanno fortemente preservati. A discapito della verità. A discapito, della stessa giustizia.

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