Sovranismi a confronto: Mori contro Palma

di Thomas Rinaldi.

In data 31/01/2018, all’approfondimento de “Il vaso di Pandora” su TVA, sono intervenuti telefonicamente l’avvocato costituzionalista esperto di trattati europei e candidato per CasaPound Italia alla Camera dei Deputati, Marco Mori e l’avvocato costituzionalista esperto di sistemi elettorali Giuseppe Palma.
Il tema fondamentale riguarda le politiche di Marzo e soprattutto la modalità di ripristino della sovranità. L’avvocato Mori prefigura l’insediamento del governo tecnico a causa della divergenza su temi fondamentali insita nella coalizione di centro-destra, essenzialmente sulle asimmetrie di Lega e Forza Italia, poiché quest’ultima, una volta divenuto primo partito della coalizione tenderà immediatamente la mano al Partito Democratico, costituendo de facto un esecutivo gradito a Bruxelles. Pertanto rilancia la posizione di CasaPound, unica forza realmente sovranista che propone un’uscita unilaterale dall’€ in 14 giorni, attraverso la nazionalizzazione del sistema bancario e la conversione dei debiti in valuta nazionale (anche quello estero, che ammonta circa al 35%) che verrà ripagato nei tempi e modi ritenuti più opportuni. In questo modo si dovrebbe evitare la reazione violenta dell’Unione Europea, la quale si configurerebbe esattamente come avvenuto per la crisi greca: la BCE cesserebbe di acquistare i titoli di Stato, lo spread volerebbe ai massimi storici e le banche commerciali si troverebbero senza liquidità, bloccando fattivamente il sistema Paese. Per questo, a sua detta, anche la soluzione dei minibot, avanzata dal responsabile economico della Lega, Claudio Borghi, non sarebbe tecnicamente percorribile: non ci sarebbe il tempo per la creazione fisica e la distribuzione.
L’avvocato Palma, ottimista per natura, risponde che crede nelle istanze veicolate dalla Lega ed esprime soddisfazione per la firma del programma comune della coalizione del centro-destra, che tra gli altri punti annovera questo: “Prevalenza della nostra Costituzione sul diritto comunitario, sul modello tedesco (recupero di sovranità)”; ciò vuol dire che il modello socio-economico che verrà adottato sarà quello della carta Costituente, che verranno tutelati i risparmi e sarà prescritto il recupero di sovranità. Non si lascia intimidire relativamente alla presunta subalternità di Berlusconi, poiché sa bene cosa quest’ultimo ha passato nel 2011 e poiché mantenere buoni rapporti coi vertici europei può rivelarsi utile in fase di (eventuale) rinegoziazione dei trattati, oltretutto Forza Italia non può più vantare un ampio sostegno elettorale come in passato. Entusiasta per la candidatura al Senato dell’economista Alberto Bagnai da parte di Salvini, incalza l’interlocutore asserendo che tutti i “voti sovranisti” non recapitati alla Lega, saranno un regalo ad avversari europeisti (compreso B.) e prevede l’uscita dalla moneta unica nel 2019, quando alla presidenza della BCE probabilmente siederà Weidmann.
Al di là delle differenze tra le proposte, entrambi concordano sul fatto che l’Euro e i trattati europei nient’altro siano che strumenti politico/giuridici di governo, assolutamente non democratici ed evidentemente fallimentari; pertanto da abolire. Ambedue non possono non criticare la monotonia della proposta liberista che proviene da quasi tutti i più grandi partiti e coalizioni, ribadendo l’imprescindibilità dello Stato alla faccia di chi vorrebbe dissolverlo.
Le spiegazioni di tecnici a vario titolo sono fondamentali per meglio orientarsi in questo mondo sempre più complesso e contradditorio, ma esse oltre a non poter prescindere dall’ambizione politica di chi le espone, mancano spesso di un’adeguata forza comunicativa che riesca a coinvolgere intimamente l’elettore e persuaderlo dalla convinzione che il prossimo voglia solamente fregarlo. Esempio emblematico è stata la campagna per salvare gli agnelli della scorsa primavera, poco prima di Pasqua. Da mesi Salvini si esponeva sui media prendendosi i peggiori insulti, ed opponendo calma e buon senso alle accuse dei detrattori riusciva a guadagnare nei sondaggi uno 0 virgola, ma è bastato che Berlusconi comparisse una sola volta in televisione con un agnello in braccio perché Forza Italia superasse le Lega nelle intenzioni di voto.

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