Scontro Grecia e Macedonia (FYROM)

Di Francesco Cirillo

Domenica 21 gennaio nella città di Salonicco, capoluogo della Macedonia greca centrale, ha avuto luogo un grande corteo per protestare contro qualsiasi soluzione che comprenda il nome Macedonia da mantenere per la ex repubblica jugoslava. Il ruolo di mediatore che è stato lanciato dall’ONU , per risolvere la controversia venticinquennale, potrebbe portare ad una rapida soluzione della controversia regionale, ma sia nei palazzi del potere di Atene che sia di quelli macedoni forze politiche nazionaliste stanno complottando per far naufragare le trattative. Per la disputa greco-macedone , Atene sta attuando da ormai 25 anni una sorta di blocco diplomatico nelle sedi di UE e NATO. Infatti se non verrà risolta la disputa Skopje potrebbe ritrovarsi fuori dall’Alleanza Atlantica e dalla stessa Unione Europea.

La manifestazione che si è tenuta domenica 21 gennaio è stata supportata da forze politiche nazionaliste, in primis Alba Dorata, e da rappresentanti della Chiesa Ortodossa Greca, tra cui lo stesso metropolita della città di Salonicco Anthimos.

Le trattative per la conclusione della disputa greco-macedone è stata implementata con l’insediamento a Skopje dell’esecutivo Zoran Zaev, del fronte centrosinistra. Ciò sta causando malumori anche con lo stesso presidente della Repubblica, membro dell’ala Nazionalista del centrodestra, Gjorge Ivanov. Come dichiarato dallo stesso mediatore delle Nazioni Unite Matthew Nimetz le speranze per arrivare ad un’accordo non sono legate a nuove proposte ma il clima in cui verranno condotte le negoziazioni tra i due paesi della regione. Entrambi gli esecutivi vogliono ottenere un successo diplomatico, soprattutto per Atene. La Grecia punta a rilanciare la propria influenza sulla regione balcanica dopo anni di crisi economica, visto anche la possibilità di uscire dal programma di aiuti finanziari europei.

Da Skopje il premier Zaev vuole rompere con l’esecutivo precedente Gruevski, fortemente nazionalista. La ratifica del trattato di amicizia Macedone-bulgaro dimostra la volontà di Skopje di metter fine ai contenziosi per normalizzare i rapporti con i suoi vicini, tra cui la Grecia. Le ambizioni del premier Zaev per riportare un certo prestigio della Macedonia nello scacchiere internazionale sono dipendenti da una fragilissima maggioranza composta da una coalizione che comprende anche quattro partiti della minoranza albanese.

Verso i primi giorni di Gennaio 2018 il presidente Ivanov ha rigettato la proposta di legge votata dal parlamento per dichiarare la lingua albanese come seconda lingua ufficiale della FYROM. Impasse, superabile con una seconda votazione, ha rischiato di far crollare la coalizione di governo. Ad Atene la linea è sotto la direzione del leader di Greci Indipendenti(ANEL) Panos Kammenos che deve ascoltare le istanze del suo elettorato molto sensibile a queste questioni nazionali ed identitarie. Infine l’inviato delle Nazioni Unite ha proposto i nomi che dovrebbe avere la ex repubblica jugoslava. Tra questi Republika Vardaska Makedonija( Repubblica della Macedonia del Vardar,principale fiume del paese), preferito da Atene; invece Skopje preferisce Republika Nova Makedonija ( Repubblica della Nuova Macedonia) . In questa crisi, in cui sono coinvolte forze interne ai due paesi, Stati Uniti, Russia e Turchia tentano di influenzare l’esito delle trattative.

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