Le radici profonde non gelano: con buona pace di Fiano e della Boldrini.

di Federica Ciampa.

Il 25 agosto scorso le fiamme, che, ormai da giorni, avanzavano sul Monte Giano giungono fino alla scritta ‘Dux’, realizzata nel 1939 dalla Scuola Allievi Guardie Forestali di Cittaducale come omaggio a Benito Mussolini. Il suo scopo era – ed è tuttora – quello di difendere non solo il Comune di Antrodoco, provincia di Rieti, a cui il Monte Giano appartiene, ma anche la zona circostante dal rischio idrogeologico: dunque, l’opera di ingegneria ambientale in questione, costituita da più di 20 mila pini, disposti su 8 ettari di montagna, non aveva la funzione di esaltare la megalomania del Duce d’Italia come, invece, sostiene certa sinistra. Infatti, l’opera, già divenuta patrimonio artistico naturale, è stata ristrutturata, proprio per questo motivo, nel 2004 con dei fondi provenienti dalla Regione Lazio.

A seguito del disastroso incendio il Movimento sovranista CasaPound Italia aveva promesso, attraverso il suo Presidente Gianluca Iannone, che sarebbe scesa in campo per ripristinare la scritta, la quale aveva superato indenne settant’anni di antifascismo militante. Di conseguenza, sempre secondo Iannone, non era logico consentire che venisse eliminata a causa del gesto di uno sciocco: giova ricordare, a riguardo, che ad oggi le ragioni dell’incendio sembrano essere di natura dolosa.

La promessa è stata mantenuta proprio ieri, domenica 4 febbraio: l’oggetto della ricostruzione sono state le parti della scritta più danneggiate, la V e la X. CasaPound Italia, riuscendo ad ottenere la presenza di circa 200 persone, fra militanti ed aderenti al gruppo della Protezione Civile “La Salamandra”, è riuscita a svolgere un ottimo lavoro: sono stati piantati mille pini austriaci, analoghi a quelli andati distrutti nell’incendio, acquistati da CasaPound attraverso una raccolta fondi, sottoscritta da moltissimi cittadini.

Mille nuove radici profonde dunque che, nonostante la neve di questi giorni, non gelano e che, nonostante il fuoco, non bruciano. L’identità di Antrodoco è salva; gli eventuali problemi idrogeologici sono scongiurati, non solo grazie ad un’opera costruita con il sudore dei reatini 80 anni fa, ma, soprattutto, grazie a chi fa delle proprie idee azioni, oggi, nel 2018.

La Presidente della Camera Laura Boldrini e l’Onorevole Emanuele Fiano se ne faranno forse una ragione; altrimenti, pazienza.

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