Il fotomontaggio non è di “matrice leghista”: Boldrini, si rassegni!

di Chiara Soldani.

“Mandante morale” è chi “mandante morale” fa. Non si placano le polemiche post Macerata: la vicenda è stata trattata da chiunque volesse cavalcarne l’onda mediatica. Ma, evidentemente, c’è chi intende catalizzare l’attenzione collettiva, proferendo (ancora), in merito ai fatti. “Diritto di parola”, sì: ma non abusarne, sarebbe opportuno.

Laura Boldrini è ancora la vittima sacrificale: benché, in realtá, sia carnefice di violente calunnie ed ipocrite lezioni. Di morale, proprio lei, si professa maestra. Evidentemente, da allieva, sarà stata più volte bocciata.

Ricordate il fotomontaggio con Salvini, imbavagliato come Moro, vittima delle Brigate Rosse? Era il dicembre scorso: solidarietà sporadica ed appena accennata. Certo non si sollevarono i polveroni di cui siamo spettatori. E chissà come mai. Così il Leader del Carroccio, commentò l’infima immagine: “Non mi fanno paura, mi danno più forza. Andiamo a governare!”. L’utente Fb che partorì cotanto schifo, alias “Vento ribelle”, corredò il fotomontaggio col seguente commento: “Ho un sogno”. Il nostro, è che gente simile sparisca: da Facebook e dalla faccia della Terra. “Questa è violenza vera – aggiunse Salvini – ora scandalizzatevi”. Ci scandalizzammo in pochi: i soliti dissidenti, i soliti noti.

Oggi si svela, in un’intervista al Corriere, l’autore del “misfatto social”. Udite udite, signori sciacalli ed antisalviniani cronici: non si tratta di un “leghista razzista” o “violento fascistone”. Il signore in questione è Gianfranco Corsi: 58enne della provincia di Cosenza. Dopo aver chiuso (suo malgrado), la bottega dove ha sempre lavorato, al Corsi è stata pure negata la legittima pensione d’invalidità. Con moglie e figlia a carico, certo la vita deve sorridergli poco. Nulla giustifica il suo gesto, come nulla giustifica uno Stato che abbandona: “Chiedo scusa pubblicamente alla signora Boldrini. Mi pento di quello che ho pubblicato. Non succederà mai più in seguito – e poi, lo stesso Corsi aggiunge – io non sono un estremista né un razzista. Politicamente sono vicino ai 5 Stelle”.

Il voto alla Lega o la militanza, negli ambienti di estrema destra, avrebbero fatto del signor Gianfranco un boccone assai ghiotto per i famelici sciacalli 2.0. Peccato che, dichiarazioni alla mano, non possano dar vita a un nuovo mostro “post Traini”. La realtà è che questi processi mediatici siano tanto falsi quanto prevedibili: i protagonisti, sono sempre gli stessi. Ma a ruoli invertiti: perché i ”mandanti morali” sono le sole, vere vittime.

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