Più temi seri, meno sciocchezze

di Paolo Muttoni.

La fine della peggior legislatura dal dopo-guerra, non poteva che essere seguita dalla peggior campagna elettorale.

Sono passate molte settimane dallo scioglimento delle camere, ed oramai stiamo per arrivare al rush finale, ma nessuno sembra voler vincere. In un paese come l’Italia, che attualmente versa in gravi condizioni economiche e sociali, l’argomento principale non può essere il ritorno del fascismo.

La sinistra, incarnata dai vari Boldrini, Saviano, Renzi e Grasso, sta semplicemente utilizzando il tema del fascismo per distrarre i cittadini da un dato di fatto: non hanno un programma elettorale serio, che serva realmente alle persone e che serva a risolvere i problemi quotidiani delle persone. Volendo essere seri, credo che nel 2018 la principale paura dei cittadini italiani non è il ritorno del Duce, ma il pensiero di arrivare a fine mese, di riuscire a portare qualcosa in tavola e, soprattutto, di avere un quieto vivere della comunità.

Evidentemente la Boldrini preferisce parlare di fascismo, piuttosto che parlare di pensioni e tasse, poiché in questi mesi non ho mai sentito una sua dichiarazione in merito a questi o altri argomenti, che servono veramente agli italiani. Le sue uniche dichiarazioni riguardano i femminicidi, il fascismo, il razzismo e tutte questi argomenti molto astratti che non toccano la vita degli elettori.

Un altro argomento che sembra al centro della campagna elettorale è la razza, con le dichiarazioni unanimi da Berlusconi a Renzi, di volerla togliere dall’articolo 3 della Costituzione. Ma dico io: stiamo scherzando? Si può parlare in campagna elettorale di una parola, in un articolo della nostra Costituzione? Ahimè, su questo argomento anche Berlusconi si è dichiarato favorevole, dopo la parziale apertura allo ius soli di qualche settimana fa.

Per i fatti di Macerata tutti individuavano un unico responsabile “morale”, Matteo Salvini, ma quest’ultimo è balzato di 1% nei sondaggi: sarà il caso oppure saranno gli italiani che finalmente stanno capendo quello che sta succedendo? I fatti di Macerata sono gravissimi e che Luca Traini sia un criminale non c’è alcuna ombra di dubbio, ma da qui ad arrivare a accusare Salvini ce ne vuole, come se fosse colui che ha sparato.

Dicevo prima che questo argomento è al centro della campagna elettorale, e toglie spazio a temi importantissimi che quasi nessuno tocca, oppure propone di cambiare come:

La scuola: Dopo la riforma del nostro amico fiorentino, è peggiorato un sistema che di per sé presentava già delle grandissime falle. Bisognerebbe come prima cosa abolire la Buona Scuola, per stoppare da subito i suoi effetti deleteri,  ma per sostituirla con cosa? Basterebbe avviare un equipe di specialisti del settore, di varia provenienza, che studino e propongano un nuovo tipo di scuola, di certo la nuova riforma non andrà ancora scritta da politici incapaci che non si intendono del settore, altrimenti i risultati saranno i medesimi;

I disabili: Sono 4.5 milioni di italiani e nessuno ne parla, a parte Salvini alle volte. Percepiscono in media un assegno mensile di 280€ (le coop che ospitano clandestini ne percepiscono 980 al mese per ogni singola persona), eppure in merito a questo non ho mai sentito una dichiarazione da Renzi, Grasso e dalla “Presidenta”, che si riempiono continuamente la parole con temi quali diritti civili e personali, contro la deriva fascista del nostro paese.

Detto questo, la domanda è: in Italia ci sono i fascisti? La risposta è sì, è normale: siamo stati un paese governato dai fascisti che, ricordiamo, prima della Marcia su Roma avevano un vasto consenso popolare in quadro democratico. Gli errori del fascismo poi lo faranno diventare nella storia un regime dittatoriale, ma di fatto, quando il 23 marzo 1919 nacquero i Fasci Italiani di Combattimento, i presupposti erano quelli che hanno portato la nascita del M5s in questi anni (ovviamente con le dovute differenze), ma la base di aberrazione della classe dirigente e l’essere contro tutti i vecchi partiti si può dire che li accomuni.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *