Foibe: i “Giovani A Destra” non dimenticano.

Foibe: un massacro che molti faticano a ricordare, ma Noi no. 
Di William Grandonico

Noi giovani italiani, “Giovani A Destra“, con rispetto, riscrivendo la storia, vogliamo ricordare un dramma tutto italiano. Una strage, quella che avvenne dal 1943, in territorio, se così più Vi piace, ex Jugoslavo.

Un eccidio di cittadini italiani che avvenne nella seconda guerra mondiale e subito dopo, con un’intensità maggiore, nel dopoguerra. Tanti furono i morti italiani. Nessuno venne risparmiato dalla mano assassina comunista. Un regime, quello di Tito, sanguinario, che senza rispetto per la fine della guerra e con occhi tremendamente pieni di sangue e voglia di riscatto, decise di uccidere, torturare e massacrare migliaia di italiani.

Unica colpa essere italiani. 

Tanti furono uccisi e lasciati per le strade delle principali città della Venezia Giulia e della Dalmazia. Molti altri, venero uccisi e poi lasciati marcire all’interno delle famose Foibe. Cavità naturali e caratteristica del territorio carsico, che si sono formate nella crosta terrestre (se ne contano oltre 1700 in Istria). Queste cavità,  molto profonde, che arrivano a toccare anche una profondità di 100 metri e una larghezza di 20 metri, hanno ospitato circa 11.000 italiani (la più famosa la Foiba di Basovizza). Un eccidio che per anni era rimasto all’oscuro di tutti. Scoperto, solamente dopo tempo e non di certo, per volontà dei comunisti titini e italiani.

Anni fa, quando ero rappresentante d’istituto all’interno del mio vecchio istituto superiore, nella città di Pescara, ebbi l’onore di organizzare un convegno. Un incontro pubblico per tutti gli studenti, al quale parteciparono oltre 500 persone. Tra gli ospiti, una professoressa di religione che ci mostrò un famoso video, “Magazzino 18”, di Simone Cristicchi, noto cantante italiano. Un video che tocca la memoria di tanti esuli istriano-dalmati che furono costretti a scappare dalle proprie terre, macchiate di sangue, in quegli anni, che ancora oggi si fanno fatica a ricordare. Correre verso la propria nazione. Molti di loro furono addirittura scacciati dalla propria terra, da sindaci vicini al Partito Comunista.

Al convegno erano presenti anche esuli e il famoso segretario Nazionale dell’associazione vittime Giuliano-Dalmati Antonio Fares, autorità abruzzese nel mondo della cultura.

Questa, una giornata che in molti fanno fatica a ricordare o che addirittura non vogliono. Tra centri sociali e partiti vicini alla sinistra, si pensano a organizzare manifestazioni pro immigrazioni e antifasciste per il 10 di Febbraio, invece che stare in silenzio e ricordare tanti italiani che legati gli uni agli altri vennero lanciati ancora vivi, a morire tra corpi putrefatti, all’interno delle famose foibe.

#Iononscordo

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