Le vere donne non sono femministe ma Identitarie

di Vanessa Combattelli 

 

Note della Redazione: Ho avuto il piacere di intervistare Eleonora Pamphili, Responsabile Nazionale de “Le Identitarie”.
Lo scopo di questo nostro incontro verteva sull’iniziativa #120dB promossa dalle Identitarie tedesche contro gli stupri drammaticamente aumentati a causa di un’immigrazione sempre più selvaggia e clandestina.
Voglio dunque riportare nel nostro blog il progetto di queste giovani e grandi donne i cui valori sono ben lontani dalla logica che personalmente definisco femminismo 2.0.
Queste ragazze invece con molto coraggio giornalmente si espongono portando avanti un modello di Donna demonizzato dalle logiche sessantottine che ormai dilagano in qualsiasi ambiente.
A maggior ragione vi invito a guardare il video realizzato dalle ragazze tedesche che esprime tutta l’indignazione di queste giovani europee nei confronti di governi sempre più servi degli altri.
Di seguito è riportato il comunicato della Pamphili:

 

#120db è una campagna di sensibilizzazione lanciata dalle identitarie tedesche: 120 decibel è la frequenza di un allarme tascabile che molte donne europee sono costrette a portare con sé da quando l’immigrazione di massa è penetrata in Europa a seguito dell’apertura delle frontiere. 120 db è anche il limite di sopportazione umana del suono, e questo sta a significare che abbiamo raggiunto la soglia di tolleranza verso questa continua ondata di violenze perpetrate dalle cosiddette “risorse” nei nostri confronti.
L’ hashtag #120db si contrappone al #metoo, il quale menziona solo ciò che fa comodo e non cita le molestie e gli stupri quali conseguenze della crisi migratoria a danno delle donne europee.

Le identitarie è il gruppo femminile di Generazione Identitaria, pronto a dar battaglia su temi che riguardano tutta la sfera del sociale, dalla famiglia allo scottante tema del femminile. Le Identitarie rifiutano la strumentalizzazione che il capitalismo ha imposto alla cultura occidentale, il quale illude le donne dietro la bandiera dell’emancipazione ma, di fatto, le snatura e le sradica trasformandole in surrogati dell’uomo suscettibili di tassazione. La maggioranza delle donne infatti rifiuta la maternità e uno stile di vita più semplice e legato ai valori che hanno retto l’Europa per secoli, ma è un rifiuto indotto, non frutto di libera scelta, quanto volto a creare un esercito di impiegate, operaie, lavoratrici: produttrici di surplus capitale. Noi affermiamo che nella vita la più grande gioia di una donna sia crescere i propri figli e curare la propria casa, non esultare per un minimo salariale il quale sarà poi reintegrato in tutte quelle spese aggiuntive sorte proprio dal vuoto che la donna ha lasciato in casa. Perché in molti casi le donne che lavorano sono madri di famiglia stremate le quali non vedono altra soluzione che contribuire al mantenimento del nucleo, in mancanza di una controparte maschile in grado di sopperire al necessario materiale.

Essere donna, secondo le Identitarie, significa anzitutto costituire a tutti gli effetti l’altra colonna a supporto del grande architrave familiare insieme all’uomo, eguali ma diversi, l’arco e la freccia, in una parola “complementari”, con la stessa forza ma con differenti ruoli. Insomma chi simpatizza per Femen e Kate Millet non è la benvenuta, anzi è proprio questa ideologia della frattura umana che Le Identitarie rigettano. Presso le civiltà antiche l’uomo e la donna non erano antitetici ma un tutt’uno, la cellula primaria di una Stato ben fatto, direbbe Hegel. Non possiamo pensare altrimenti con esempi quali Gorgo, regina di Sparta, Costanza d’Altavilla, Lucilla figlia dell’Imperatore Marco Aurelio, e tanti altri modelli che ci hanno precedute e che ci illuminano con le loro orme.

Se dovessimo descriverci in una frase diremmo: siamo le donne di ieri, di oggi e di domani, madri, regine, che daranno all’Europa figli degni di questa patria.

Generazione Identitaria innanzitutto non è un partito, percorriamo un’altra strada, al di fuori delle logiche del voto utile, la quale passa attraverso la sensibilizzazione di massa riguardo temi come immigrazione incontrollata e la necessità di una riscoperta dell’Identità europea. Non a caso la nostra bandiera è la famosa lambda di Lacedemone. In ambito politico promuoviamo i nostri 23 punti per la Remigrazione e una politica del “no way” australiano che riuscirebbe a regolare flussi migratori in modo migliore di come si sta facendo attualmente.
La nostra azione è organizzata in stile “Blitzkrieg”, condita da una vena di irriverenza e arditismo, propria delle giovani generazioni. Esempi di questo sono la nostra campagna Defend Europe e l’occupazione della moschea di Poitiers. Oltre a questo, organizziamo incontri sportivi di autodifesa, affinché ogni persona a noi cara possa difendersi nel clima latente di violenza che assedia le nostre città. Infatti non è possibile difendere se non si è anzitutto in grado di difendersi e di superare i nostri limiti. Teniamo anche corsi di formazione politica volti a riscoprire una visione del mondo che potremmo definire “il più europea possibile” attraverso lo studio di filosofia politica e discipline storiche. Inoltre abbiamo diversi gruppi di attività solidale, come Generazione Solidaria, che ha già fatto parlare di sé portando aiuti ai nostri connazionali in difficoltà, non da ultimo le nostre genti colpite dal terremoto in quel di Amatrice.
Possiamo vantare un gruppo escursionistico, manifestazioni programmate nelle principali capitali Europee, come Parigi, Vienna e Berlino.

Insomma siamo in piena espansione, con lo sguardo ai nostri figli e all’Europa del domani. Siamo dei ragazzi animati da un giovane, ma radicato sogno: l’Europa.

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