La gaffe della Morani sulla “bandiera nata dall’antifascismo” è solo la più recente.

di Manuel Di Pasquale.

Vorrei scrivere qualcosa di serio e non scadere nella diffamazione becera, ma quando noto certe cose rimango veramente basito, se non inorridito, soprattutto quando scopro che certi discorsi provengono da chi siede a Montecitorio.

Per folklore si è soliti dire che Razzi sia il peggior parlamentare in circolazione. Se però andassimo oltre alla forma, al linguaggio e alla dizione, ci potremmo rendere conto che in realtà Razzi è tutt’altro che stupido, anzi, spesso ha dimostrato di essere preparato sui temi che avrebbe dovuto affrontare. Se la Prima Repubblica ci ha insegnato qualcosa è che il problema non è come ci si pone o come si appare: Remo Gaspari, il “Duca degli Abruzzi”, non era un maestro di dizione, eppure era molto apprezzato.

Detto questo, vi è un politico che ha buona dizione, una bella presenza ma è noto per le sue uscite senza senso: Alessia Morani, deputata del PD.

La Morani è una fedelissima renziana, un volto nuovo, che gode di fiducia reciproca con l’attuale segretario dem Matteo Renzi.

L’ultima figuraccia della Morani, in ordine cronologico, è di ieri sera: a Non È L’Arena, su La7, la deputata ha detto che “il tricolore è nato dalla lotta antifascista” (link al video). Strano, io mi ricordavo che il tricolore verde-bianco-rosso fece la sua prima apparizione nel 1796, in uno stendardo celebrativo conferito da Napoleone ai combattenti lombardi per la campagna d’Italia, mentre come prima bandiera ufficiale di uno Stato italiano apparve l’anno dopo, nel 1797, come bandiera della Repubblica Cispadana. Senza contare che prima di raggiungere l’attuale forma, solo nella prima metà del 1900, l’abbiamo visto su due bandiere di due Stati italiani: nell Regno d’Italia, con lo stemma sabaudo nel mezzo e, tra il 1943 ed il 1945, con un’aquila e un fascio littorio, come drappo della Repubblica Sociale Italiana.

La Morani, comunque, non è restia nel rinunciare alle gaffes: una volta consigliò ad un’anziana in difficoltà – vista la pensione non tanto remunerativa – di farsi ipotecare la casa per prendere qualche soldo in più. Sì: invece di proporre un intervento legislativo, aveva consigliato alla signora un prestito vitalizio ipotecario (link al video).

Il meglio di sé, però, lo diede con un post su Facebook (lo linko visto che è ancora presente):

“#Grillo sul #blog invita gli italiani ad investire in Slovenia. Questo è davvero amor di patria #vergogna #M5S”

Diamo il dubbio della buona fede: non tutti conoscono il funzionamento di Google AdSense, che elabora le inserzioni basandosi sui files temporanei salvati nella memoria, quelli relativi a ciò che si è fatto nel browser. Ecco, quindi quell’annuncio le è apparso proprio perché la Morani aveva cercato qualcosa inerente alle aziende slovene. Il motivo non ci è dato saperlo. L’opera d’arte completa, però, sta nello screen: sembra che abbia fatto la foto allo schermo con il cellulare, poi l’abbia stampata, successivamente che abbia cerchiato l’area interessata con un pennarello rosso ed infine scannerizzata. Eppure bastava pigiare il tasto Stamp, incollare l’immagine su Paint e fare un semplice rettangolo rosso sempre con il minimalista Paint. Sembra un metameme: la gaffe nella gaffe, una mise en abîme.

Quando vedo queste cose, mi viene proprio da dire: “ah, i vantaggi delle liste bloccate”.

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