Aggrediscono la Meloni perché sono ancora dei poveri comunisti.

di Manuel Di Pasquale.

Sempre uguali i compagni. Per dirla con le parole del Cavaliere: “ancora ed oggi come sempre dei poveri comunisti”.

Oggi è stato il turno di Giorgia Meloni: la leader di Fratelli d’Italia, dopo aver tenuto un “comizio improvvisato” – perché tanti sostenitori, dal nulla, erano accorsi per incontrarla – a Pontedera, città in cui il sindaco qualche giorno fa si è rifiutato di concedere un gazebo a FdI per “violazione delle leggi Scelba e Mancino” (effettuando di fatto un vero e proprio abuso d’ufficio), ha fatto tappa a Livorno, dove è stata raggiunta dai soliti rompipalle dei centri sociali. Questi hanno lanciato bottigliette di plastica, sputato (nel vero senso della parola) e vomitato i peggio insulti. I “paladini della democrazia”, quelli che si sentono i padroni d’Italia – ancora per poco.

All’urlo di “Vattene fascista” e col monotono e stancante motivetto “Bella Ciao”, questi scimpanzé hanno cercato persino di non far rilasciare dichiarazioni dalla leader del partito di destra ai vari giornalisti presenti.

Non è la prima volta: ogni volta che si presenta qualcuno che non appartiene alla loro sfera politica, i compagni devono lasciarsi andare ai peggior istinti animaleschi. Così, oltre ai vari Salvini, Berlusconi, Meloni e Di Stefano, questi in passato se la sono presi anche con membri del PD, sulla querelle “fascismo”. Lo vedono ovunque: forse la notte a loro va a far visita il fantasma di Mussolini.

Eppure, non mi sembra che qualcuno dei nostri sia andato mai a disturbare un comizio di Maurizio Acerbo o di Viola Carofalo. Che ci volete fare: la superiorità morale, quella vera, si dimostra anche con questi comportamenti. Noi li perculiamo, ma garantiamo il loro diritto di espressione. Invece, loro, con il passepartout dell’antifascismo, sognano un vero regime in cui solo loro possano parlare.

Ditemi voi chi è il vero pericolo.

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