Potere al Popolo: i finti rivoluzionari di sinistra

di Manuel Di Pasquale.

Un cartello di estrema sinistra, classico esempio del “io voglio stare più a sinistra di te”.

Diciamo, però, che questa unione di movimenti cui parleremo, a differenza del Partito Comunista o di Sinistra Rivoluzionaria, ha un programma più simile a +Europa, anche se in salsa dirigista: si tratta di Potere Al Popolo, lista elettorale nata dalla collaborazione tra esponenti del centro sociale Je So’ Pazzo e alcuni partitini da prefisso telefonico, come Rifondazione Comunista.

All’inizio i primi temi affrontati facevano ben sperare: si pensava ad uno sdoganamento del tema “sovranismo” – sia economico, legislativo e imperio propriamente detto – da parte di una certa sinistra.

Nel giro di poco tempo, però, ecco che arriva il classico “limitare la sovranità degli Stati Europei per fermare l’avanzata dei movimenti nazionalisti”.

Sì, da rivoluzione a conformismo in una semplice frase. Come se non bastasse, poi, nel loro programma prevedono l’abolizione del 41-bis. Il motivo? Perché l’UE e l’ONU si sono espressi in maniera contraria, su questo tema. Per gli stessi motivi sono favorevoli ai vari “decreti svuotacarceri”.

Capito bene? Vogliono dare “Potere al Popolo” appellandosi a ciò che decide l’Unione Europea.

Questi, però, sono solo i casi più eclatanti: diritti civili come parte sostanziale del loro programma, liberalizzazione della cannabis e tutti, ma proprio tutti, quei classici temi da centro sociale. Ah, la parola “migranti” appare già alla quarta riga della prima pagina del loro programma elettorale.

Potere al Popolo, sì, ma in nome delle battaglie della borghesia: vogliono combattere il neoliberismo con argomenti neoliberisti.

La fortuna, però, vuole che questi a malapena riusciranno a raggiungere l’1% dei consensi, ben lontano dalla soglia di sbarramento al 3%.

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