Intervista ad Angela Sorice. Candidata FDI alla Camera

Di Federica Ciampa
INTERVISTA AD ANGELA SORICE, CANDIDATA PER FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI.

Angela Sorice, ventinovenne e toscanissima, è candidata alla Camera dei Deputati per Fratelli d’Italia, nel collegio plurinominale Toscana 3. Ha iniziato a svolgere la sua attività politica nel 2009, quando, prima al liceo e poi all’Università, notava sempre di più le scorrettezze messe in atto dai collettivi di sinistra. Dunque, è entrata in Azione Universitaria, diventando poi, nel 2012, Presidente della Federazione Fiorentina, fino all’ottobre scorso. Contestualmente è entrata a far parte anche di Fratelli d’Italia. Si è candidata al quartiere 1 di Firenze nel 2014, conseguendo anche un risultato importante: infatti, è stata la prima tra le preferenze della lista. Oggi continua ad essere presente sul territorio attraverso il direttivo Fiorentino e Regionale di Fratelli d’Italia e attraverso l’esecutivo nazionale di Gioventù Nazionale, del quale, infatti, è membro.

 

– Il 13 febbraio Giorgia Meloni è stata aggredita e minacciata a Livorno, in modo tutt’altro che vano, dai centri sociali. È sempre stato così difficile fare politica per la destra in Toscana? Ti sono mai capitati episodi assimilabili a questo?

Fare politica a destra in Toscana è sicuramente più difficile che in altre Regioni. All’Università, durante la campagna elettorale con Azione Universitaria, purtroppo, io e i miei colleghi abbiamo spesso subito attacchi del genere: però credo che sia bello anche così. Per quanto riguarda la piazza di Livorno, si sa, che si parla di una piazza difficile e particolarmente ostile: tuttavia, la violenza vista l’altro giorno va oltre la normale contestazione. Credo comunque che occorra reagire contro i soliti personaggi dei centri sociali; credo che, in questo senso, sia necessario ripristinare la democrazia. Tutti hanno il diritto di fare la propria campagna elettorale e di poter parlare dei rispettivi programmi. Si sproloquia tanto sull’ emergenza fascismo, ma il vero problema, probabilmente, sono proprio questi gruppetti di ragazzi annoiati e dichiaratamente antifascisti. Dispiace, soprattutto, non aver sentito la voce del sindaco di Livorno e neanche una ferma condanna da parte delle Istituzioni per il trattamento riservato a Fratelli d’Italia e a Giorgia Meloni.

 

– Nel maggio del 2017, il sindaco Nardella ha annunciato che Firenze è stata posta sotto osservazione dall’UNESCO: la città sarebbe sporca, insicura e degradata. Cosa propone di fare Fratelli d’Italia in questi casi?

Occorre riportare una città importante come Firenze ai fasti del passato. Da capitale della cultura che era, oggi è diventata un cantiere e può essere considerata una capitale del degrado e dell’insicurezza. Firenze deve riacquistare la propria identità di città d’arte, piena di turisti e caratterizzata dall’artigianato. Oggi, invece, abbiamo intere zone del centro in mano agli extracomunitari, al loro spaccio e alla loro criminalità. Inoltre, laddove c’erano botteghe storiche oggi vediamo i Market degli stranieri. Noi riteniamo che debba esserci più sicurezza sul territorio, che si può ottenere attraverso la presenza costante delle Forze dell’Ordine, soprattutto nelle zone più critiche. Riteniamo che i cittadini debbano sentirsi liberi di girare nella propria città.

 

– Anche il tuo territorio, famoso per la pelletteria, così come altri, è colpito da una crescente crisi in questo settore. Qual è la soluzione in merito?

Bisogna sostenere le imprese e l’artigianato locale con un piano importante, riguardante non solo le agevolazioni fiscali, ma anche la valorizzazione della nostra manodopera: infatti, occorre difendere il Made in Italy e le nostre eccellenze dal pericolo della contraffazione. Purtroppo, nel nostro territorio, sorgono sempre più spesso fabbriche abusive, gestite da cinesi, che, proprio attraverso la contraffazione, creano non pochi danni alla nostra economia. Questo si aggiunge al fatto che la crisi aveva già indebolito gli operatori del settore: riteniamo, quindi, che lo Stato debba occuparsi di mettere in atto delle misure specifiche per tutelare e rilanciare il nostro tessuto economico.

 

– È vero che la Toscana sta andando verso una deriva pro-gender? Cosa ne pensi?

Purtroppo è vero. Nei mesi scorsi, infatti, la Regione Toscana ha finanziato libri per bambini ed adolescenti, che propagandavano le cosiddette “teorie gender”. Fratelli d’Italia è l’unico partito che ha messo al primo punto la famiglia naturale, quella formata da un padre, una madre e i figli ed intende difenderla da chi vuole smontare il pilastro della nostra società, ma, soprattutto, vuole aiutarla, dispiegando concrete misure economiche: infatti, il primo punto del nostro programma è il rilancio della natalità.

 

– Da anni Fratelli d’Italia chiede di applicare regole specifiche alle moschee, visto il momento storico in cui ci troviamo. Qual è la tua posizione su questo tema?

Il problema è che negli ultimi anni stiamo assistendo ad una islamizzazione dell’Europa. Bisogna preservare la nostra identità, le nostre tradizioni e le nostre radici storiche e culturali, di fronte ad un
Islam che può rappresentare un pericolo. Infatti, è sotto gli occhi di tutti come le moschee possano diventare luoghi di radicalizzazione, all’interno dei quali si creano dei veri e propri ghetti. Prima di concedere troppi spazi a questa religione, pretendiamo delle garanzie di rispetto della donna e delle altre fedi e culture. Per fare ciò sono appunto necessari dei controlli più stringenti: alcune proposte di Fratelli d’Italia sono l’albo degli imam, i sermoni in italiano e la trasparenza sui finanziatori delle stesse moschee; quest’ultimo punto è fondamentale per verificare che le moschee presenti sul territorio italiano non ricevano fondi dagli stessi Paesi arabi che finanziano il terrorismo.

 

– Ultima domanda, andiamo sulla cultura: Renzi ha dato il cosiddetto bonus-cultura ai 18enni. Pensi sia stata una buona proposta? Secondo Fratelli d’Italia, come si possono invogliare i giovani italiani ad apprezzare di più la nostra cultura, amata in tutto il mondo?

Il bonus di Renzi, in generale, non è servito a niente, se non alla campagna elettorale del Partito Democratico per prendere qualche voto in più. Fratelli d’Italia ed io riteniamo che per riavvicinare i giovani alla nostra cultura occorra innanzitutto difenderla e poi riconoscerla, affinché essa non venga in nessun modo snaturata e, anzi, incida nella valorizzazione del nostro talento, che, spesso, viene più apprezzato all’estero che in Italia. Per raggiungere questo obiettivo è anche necessario rendere i giovani d’oggi orgogliosi di ciò che siamo stati nella storia e di ciò che possiamo ancora essere, se riusciamo a migliorare il presente del nostro Paese. 

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