Il qualunquismo antifascista è foraggiato e difeso dalla stampa nostrana?

di Manuel Di Pasquale.

Siamo nel 2018, mettiamocelo in testa. Certa stampa e certi politici continuano ad agitare lo spettro del ritorno del fascismo e questa storia ha iniziato a stancare e non poco.

Perché, se da un lato si dice che vi siano ancora seguaci del regime mussoliniano, dall’altro vi è un vero e proprio esercito di qualunquisti pronti ad aggredire tutto e tutti: antifascisti provenienti da centri sociali e partiti di estrema sinistra.

La cosa che fa sorridere è che vi siano dei soggetti che hanno elaborato una “mappa delle aggressioni fasciste”. Ne ho parlato in un precedente articolo, in cui la mappa di Ecn (piena di bufale, tra l’altro, come quella di Cremona) è stata sponsorizzata persino da Repubblica.

Se per una pseudo-aggressione attuata da qualcuno legato (o meno) dall’estrema destra parte subito la nuova partigianeria, non si può dire lo stesso quando questi atti esecrabili vengono commessi proprio da questa partigianeria del XXI secolo. Anzi, quest’ultimi fatti spesso hanno il parere positivo di certa stampa e di certa “élite intellettuale”.

Solo dall’inizio di febbraio si sono verificati diversi episodi intollerabili. I cori di Macerata, assolutamente esecrabili, però, sono un episodio di poco conto rispetto a ciò che sta succedendo nella nostra penisola. Proprio il 10 febbraio, a Piacenza, nel giorno della “mobilitazione antifascista ed antirazzista”, i balordi rossi dell’antitutto hanno selvaggiamente aggredito un carabiniere inerme.

Il 7 febbraio, a Pavia, i centri sociali hanno irrotto (e rotto le palle) per bloccare la commemorazione dei martiri delle foibe, paralizzando alcuni centri nevralgici della città.

Lo stesso giorno della sparatoria commessa da Traini, un ragazzo è stato pestato da 5 militanti di sinistra a Genova proprio durante un corteo “antitutto”, solo perché sventolava un tricolore.

A Livorno i centri sociali hanno aggredito persino la Meloni, lanciandole bottigliette di plastica e sputi e proferendo le peggio ingiurie nei confronti della leader di FdI.

Poi, sempre a Piacenza, in questi giorni, centri sociali e Cobas si stanno battendo per chiedere la scarcerazione degli aggressori. Capito bene? Secondo questi soggetti, quei “poveri ragazzi” devono essere tirati fuori. Tanto, che sarà mai una pesante aggressione nei confronti di una pubblica autorità.

Infine, ieri, a Bologna il trittico del male è tornato in azione. Làbas, Cua e Hobo hanno fatto irruzione nella piazza dove si sarebbe dovuto tenere un comizio di Forza Nuova, accompagnati da altri collettivi quali Xm24, Crash, Vag61 e Nodo antifascista. Sono avvenuti scontri? Certo che sì. C’entrano i fascisti? Assolutamente no. Il trittico, nel suo classico e becero qualunquismo, come sempre è arrivato alle mani con gli agenti della Polizia presenti. All’inizio ho scritto che questi fatti di violenza antifascista godono del favore di certa stampa. Non sto scherzando: quest’articolo di Repubblica ne è la prova lampante (link).

Per l’ennesima volta, pongo questa domanda: il fascismo è il vero problema dell’Italia? Non ho sentito alcuna notizia di gente che la notte si incontra di nascosto con Benito Mussolini per organizzare un colpo di stato e ripristinare lo Statuto Albertino.

Allora, il problema qual è? È questa marmaglia antifascista, che auto-conferendosi quest’aggettivo gode di un passepartout morale con cui questi signori sentono il dovere di fare qualsiasi cosa, foraggiati dal peggio della stampa nostrana pronta a strizzargli l’occhio.

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