Intervista a Massimo Trefiletti, candidato di CasaPound Italia al Senato

di Andrea Galtieri.

Giovedì 8 febbraio è stato intervistato, nella sede milanese “Roccabruna”, Massimo Trefiletti, candidato al Senato della Repubblica per CasaPound Italia nella circoscrizione milanese.

Massimo, può esistere, c’è, esiste una “superiorità fisica, morale e spirituale” – come diceva Vattani in una sua canzone – del militante del Blocco Studentesco (BS) rispetto ad uno della sinistra antagonista?

“Si, perché chi si mette in gioco, militando e facendo un’attività come quella che si fa a CPI ha qualcosa in più di chi ha scelto una via più facile sia dal punto di vista mediatico che dal punto di vista politico che dal punto di vista dell’agibilità. Perciò è un’avanguardia, un’élite che merita di essere considerato in maniera maggiore e migliore rispetto ad un antagonista.”

Potresti descrivere differenze e similitudini tra i programmi nazionali e quelli per la Regione Lombardia?

Anche in regione, abbiamo presentato un reddito di natalità regionale. Abbiamo preso il reddito di natalità nazionale e lo abbiamo adattato al contesto regionale.

Un’altra proposta è quella classica del mutuo sociale. (1) Per CPI è molto importante che le famiglie italiane siano proprietarie dell’immobile in cui vivono, perché molto spesso si è notato che le case popolari o le case in affitto nei quartieri popolari sono abbandonate al degrado e all’incuria. Questo non avvererebbe se si fosse proprietari.

La posizione di CPI riguardo la “questione settentrionale”, autonomia, federalismo o altro?

Noi capiamo la situazione di eccellenza lombarda, sanità, trasporti e lavori. La Lombardia è più avanti, ma, ciò non toglie che ci sia molto da fare. A noi non va bene chiuderci nella nostra eccellenza – ci deve essere una redistribuzione del reddito. Non possiamo avere i marciapiedi d’oro perché la Lombardia può permetterselo. Noi ci rivolgiamo come partito all’intera nazione. Noi puntiamo ad uno Stato che aiuti i propri cittadini, creando anche posti di lavoro – senza un vero e proprio assistenzialismo.

Quindi anche, magari, attraverso un’industrializzazione del Sud?

È complicato, nel 2018, parlare ancora di industrializzazione del meridione. Abbiamo milioni di tedeschi che vanno nelle isole spagnole, dove c’è nulla. Vediamo di portarli in Sicilia o comunque al Sud. Portiamoli a vedere le bellezze del nostro Paese, bellezze geografiche, culinarie e storiche.

Si può dire che CPI crede nell'”Acciaio di Stato”? (2)

Crediamo che una Nazione che non possa produrre acciaio non può essere all’avanguardia nell’industria. Più in grande crediamo che alcuni settori dell’economia debbano essere di competenza statale. Come nel recente caso Italo, ennesimo gioiello italiano ceduto a mani straniere, nonostante i binari siano italiani – di RFI – ed il pubblico utente sia italiano. Molti settori vengono privatizzati a favore di stranieri: dal lusso all’agroalimentare fino alle acciaierie. Al contrario, quando la Pirelli – allora italiana – cercò di comprare la Continental la Germania vi si oppose. Pur non essendo un settore strategico a livello di Nazione. O, ancora, l’acquisizione dei cantieri navali nel nord della Francia da parte di quest’ultima. Altri esempi possono essere le Acciaierie di Terni o anche l’Ilva – che vanno preservati. Un altro servizio di Stato può essere il servizio autostradale. O anche i beni primari come pane, farina, pasta ed acqua. Noi dobbiamo tutelare le nostre eccellenze. Si dovrebbe porre in condizione la Cassa depositi e prestiti di poter salvare le aziende di interesse pubblico nazionale.

Di quanta libertà di critica gode un militante del BS rispetto a CPI?

Beh, assolutamente nessuna, il Blocco è parte integrante di CPI. Perciò non c’è motivo di avere contrasti o differenze di vedute. I militanti del Blocco operano nelle scuole. CasaPound è una grande famiglia che ha varie ramificazioni: nel sociale, nei gruppi ecologisti, nella protezione civile e nelle scuole – con il Blocco, per l’appunto. È una comunità organica che avanza.

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Note:

(1) Poter diventare proprietari di un appartamento, a prezzo di costo, pagando le rate del mutuo per un importo di 1/5 delle entrate del nucleo familiare.

(2) Si definisce “Acciaio di Stato” quella parte di economia che strategicamente deve essere nazionalizzata. Trasporti pubblici, beni di prima necessità ed alcune materie prime, come, appunto, l’acciaio.

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