USA-Cina-Afghanistan: accordi di cooperazione antiterrorismo

di Francesco Cirillo

 

Nonostante la tensione venutasi a creare, causata dalle azioni dell’amministrazione Trump, Washington e Pechino hanno deciso di cooperare assieme per contrastare il terrorismo islamico in Afghanistan. La Cina collaborerà con le autorità afghane con l’intento di combattere ogni forma di attività terroristica anche con le stesse forze NATO presenti nel paese.

Secondo Qian Feng, ricercatore dell’istituto per la strategia Nazionale della Università di Tsinghua la stabilità e la sicurezza dell’Afghanistan è di vitale importanza per Pechino, che ha deciso di collaborare attivamente con le autorità statunitensi per contrastare il terrorismo.

All’interno della SCO( Shanghai Cooperation Organization) la Cina ha avviato una partecipazione attiva nella ricostruzione del paese, secondo quanto affermato da Qian. Pechino, per rendere la Belt and Road Iniziative sicura e stabile ha un forte interesse nel reprimere i movimenti jihadisti presenti in Asia Centrale e in Afghanistan, in primis il Movimento Islamico del Turkestan orientale( East Turkistan Islamic Movement). Non solo la Cina ma, secondo Qian, anche gli stessi USA ed gli altri paesi occidentali hanno una forte volontà nel reprimere ogni organizzazione terroristica.

Il East Turkistan Islamic Movement è stato inserito dall’ONU, dagli USA e dalla Gran Bretagna nella lista dei movimenti terroristici, ma anche come movimento estremista ed separatista.

Nei primi giorni di Febbraio 2018, sono stati effettuati raid da parte USA contro campi di addestramento situati al confine Sino-afghano e contro campi dei Talebani stanziati nella provincia di Badakhshan. I Raid statunitensi vogliono prevenire che le milizie terroriste attuino azioni terroriste nella zona di confine Cina-Tajikistan.

La Cina vede nell’Asia centrale una zona strategicamente importante per il progetto della Nuova via della seta cinese. Ma l’area geografica rischia di diventare instabile a causa delle formazioni jihadiste che dall’Afghanistan si muovono per le altre repubbliche centroasiatiche. Per Pechino la loro estromissione da quelle zone è in cima alle priorità geopolitiche.

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