Il manifesto generazionale di Gioventù Nazionale

Di Federica Ciampa
Gioventù Nazionale, il movimento giovanile di Fratelli D’Italia, ha presentato in tutta Italia il suo Manifesto generazionale, dal titolo “Voglio il futuro presto!”, del quale i dieci punti cardine sono i seguenti:

« 1) LAVORO – MAI PIU’ UNA REPUBBLICA FONDATA SUL PRECARIATO

Sostegno all’autoimprenditorialità e allo sviluppo di incubatori imprenditoriali e professionali. Zero tasse per le imprese giovanili; rafforzamento del sistema formativo professionale e di quello dei tirocini per la piena occupabilità dei giovani nei territori di riferimento; ammodernamento dei Centri per l’Impiego e sviluppo di un’anagrafica nazionale per un incisivo sistema di incontro tra domanda e offerta nel mondo del lavoro. Tutela dei liberi professionisti. Tasse zero nei primi tre anni per chi assume con contratto a tempo indeterminato. No reddito di cittadinanza. Sgravi fiscali e incentivi alle aziende che realmente generano lavoro e che hanno una percentuale di correlazione minima specifica tra costo lavoro/fatturato. Incentivi a chi assume e a chi stabilizza giovani donne in età fertile e giovani genitori disoccupati, inoccupati o precari; decontribuzione dei contributi previdenziali nei primi sei anni del bambino; contributi per la maternità garantiti a tutte le giovani donne, sia con contratti a tempo determinato e indeterminato che per le libere professioniste. Riforma pensionistica che garantisca uguali condizioni e tutele per tutte le generazioni.

2) GIOVANI COPPIE – LA FAMIGLIA E’ LA PATRIA DEL CUORE

Reintroduzione del Fondo di garanzia per il mutuo prima casa. Supporto per la stipula di contratti di affitto agevolati. Assegnazione degli edifici pubblici riqualificati ed adibiti ad appartamenti. Incentivi alla natalità con la previsione di assegni familiari a crescere in base al numero dei figli nei primi tre anni di vita del bambino. Beni per la prima infanzia esenti da IVA. Rifiuto dei contributi una tantum sul modello Bonus Cultura e riutilizzo dei fondi in maniera strutturale per il sussidio alle famiglie precarie e a basso reddito fino ad un massimo di 2500 euro annui per famiglie con figli a carico con reddito compreso tra i 15.000 e i 22.000 euro.

3) SCUOLA – RIPARTIAMO DAL FUTURO

Abolizione della “Buona Scuola” e rivisitazione dell’alternanza scuola lavoro da essa introdotta; efficientamento del percorso formativo, per rendere competitivi i giovani italiani rispetto ai loro coetanei europei; orientamento universitario o al mondo del lavoro nell’ultimo anno di scuola superiore. Perfetta conoscenza della lingua inglese per tutti: insegnamento della lingua inglese fin dalla prima classe della scuola materna; deducibilità dei costi sostenuti per ottenere le certificazioni di lingua straniera. Modernizzazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici. Apertura pomeridiana delle scuole per creare contesti comunitari di socializzazione e promozione delle attività culturali e del benessere psico-fisico dei giovani. Possibilità di reperire i libri di testo adottati dai docenti in versione digitale, scaricabile online; tetto massimo di spesa per i libri di testo. Sviluppo di percorsi di Educazione Civica nelle scuole di ogni ordine e grado. Incentivi al turismo scolastico in Italia come forma di promozione della conoscenza della storia nazionale e della cultura, che miri a portare i giovani a riflettere sul valore contemporaneo dell’essere italiano. Forte incentivo alla divulgazione della cultura italiana, in una scuola che educhi al senso di appartenenza e che valorizzi l’identità profonda della nazione, insita nel patrimonio linguistico, letterario e artistico del nostro popolo.

4) UNIVERSITA’ – LA FACOLTA’ DI CAMBIARE

Riforma dell’università: riduzione del ciclo di studi e introduzione delle lauree abilitanti (stop ad un ulteriore anno per preparazione esame di abilitazione); abolizione del numero chiuso con la lotteria del test d’ingresso e introduzione di un sistema nazionale di accesso per reale merito al termine del primo anno che tenga conto anche dell’ultimo anno di scuole superiori; copertura totale delle borse di studio ai meritevoli aumentando il fondo integrativo statale dagli attuali 216 milioni di Euro (Legge di Bilancio 2016) a 450 milioni di Euro. Incentivazione del placement e del rapporto tra Atenei e territorio, riducendo gli esami teorici ed aumentando le ore di attività pratiche; costituzione di un fondo a favore della stabilizzazione dei ricercatori precari. Sviluppo e potenziamento dei corsi di studi universitari affinché l’offerta formativa in lingua inglese sia sempre più diffusa e di qualità e per tutti i corsi di laurea.

5) COMUNITA GIOVANILI, SANE ABITUDINI E SPORT – UNA PALESTRA PER LA VITA

Riprendendo il DDL sulle Comunità Giovanili (n. 2505/2009), prevedere la destinazione di spazi in possesso dello Stato (beni del demanio in disuso oppure beni confiscati alle mafie) per la creazione di luoghi idonei allo sviluppo di attività educative, formative, ricreative a favore di giovani, per la promozione di stili di vita sani ed una vita liberi dalle droghe. In assenza di spazi simili, le scuole potrebbero essere luoghi idonei, mettendo a disposizione le proprie strutture nelle ore pomeridiane. Seguendo il modello islandese, incentivare la possibilità di praticare lo sport ovunque ed in modo gratuito. Si sottolinea come studi e dati ufficiali dimostrino una netta correlazione tra pratica delle attività sportive ed uso delle sostanze stupefacenti: al crescere della pratica sportiva (anche in termini di opportunità di praticarla), corrisponde una netta diminuzione dell’uso di droghe. Prevedere un incentivo al fine di garantire lo sviluppo di spazi di aggregazione giovanile e per la pratica sportiva nei piani regolatori. Promozione di stili di vita sani e contrasto all’uso delle droghe, alla dipendenza dal gioco d’azzardo ed al bullismo.

6) CITTADINI DELLA PATRIA – QUALUNQUE PETTO AMOR D’ITALIA ACCENDE

Introduzione di una nuova norma costituzionale per l’equiparazione dell’elettorato attivo e passivo (possibilità di essere deputati a 18 anni e senatori a 25). Obbligo di valutazione dell’impatto generazionale per ogni legge e provvedimento dello Stato al fine di non far gravare sulle future generazioni le spese derivanti dalle scelte delle attuali classi dirigenti. Costituzione del Consiglio Nazionale delle Organizzazioni Giovanili come organo di proposta e consultazione per le materie che afferiscono alla sfera giovanile. Salvaguardare i valori della solidarietà e della difesa della Patria, nonché la promozione dell’identità e della cultura italiana anche attraverso i progetti di SCU, al fine di non interpretare l’esperienza solo come un tirocinio formativo ai fini dell’ingresso nel mondo del lavoro; garantire, in primis, ai giovani italiani la possibilità di accedere ai progetti ed ai fondi disponibili per il SCU. Formazione obbligatoria di primo soccorso, protezione civile, antincendio e difesa del territorio.

7) IDENTITÀ NAZIONALE – ITALIANI PER AMORE, ITALIANI PER SCELTA

No allo Ius Soli, anche temperato ed a qualunque forma di cittadinanza concessa o acquisita per automatismo. La cittadinanza deve essere sempre richiesta e voluta al termine di un percorso consapevole. La cittadinanza italiana dovrà essere quindi meritata ed infine celebrata ufficialmente.

8) GIOVENTU EUROPEA – VERI EUROPEISTI PER “ABBATTERE” LA TROIKA

Rivendichiamo l’europeismo sano delle nuove generazioni ed il profondo senso di appartenenza all’identità europea, intesa come l’insieme della storia e delle radici comuni dei popoli d’Europa. Chiediamo la rivisitazione dei trattati e la fondazione di una Confederazione di Stati liberi e sovrani, che sia in grado di tutelare gli interessi nazionali nei confronti delle altre grandi superpotenze e delle economie emergenti del mondo contemporaneo. Un’Europa in cui la Politica non sia asservita alle logiche economico-finanziarie, in grado di competere nello scacchiere internazionale e di governare la globalizzazione in difesa degli interessi e delle esigenze dei Popoli europei. Un’Europa in grado di tutelare e difendere i propri sacri confini dal terrorismo e dall’immigrazione incontrollata, garantendo la stabilità del Mediterraneo.

9) TUTELA DELL’AMBIENTE – DIFENDIAMO LA TERRA DEI PADRI

Città sostenibili e a impatto zero; “Crescita verde” come sviluppo di politiche integrate al fine di promuovere e favorire un quadro ambientale sostenibile. Investimento nelle energie rinnovabili. Incentivi per la creazione di orti urbani. Tutela e rigenerazione dei nostri mari e delle nostre coste.

10) LOTTA ALLE MAFIE – SULLE NOSTRE GAMBE

Promozione della cultura della legalità, anche attraverso l’organizzazione di attività e percorsi educativi destinati agli alunni e studenti della scuola dell’obbligo. Semplificazione per l’acquisizione ed il riutilizzo dei beni confiscati alla mafia per la creazione di luoghi destinati alle attività sportive, culturali, sociali ed imprenditoriali per i giovani. Contrasto alle forme di contraffazione e istituzione di un fondo per chi denuncia il racket e la criminalità organizzata. »

 

Questo rappresenta un Manifesto di una generazione che ama l’Italia, il cui titolo ha lo scopo di ricordare che i giovani non sono solo “choosy” o “nullafacenti”, come certa sinistra li ha definiti, ma che, al contrario, rappresentano anche e soprattutto il futuro di questa Nazione.

Lo scorso 23 Febbraio anche Gioventù Nazionale Provincia di Roma e il suo Presidente Alessio Pascuzzi hanno presentato ad Albano Laziale questo manifesto, per lanciare insieme una sfida generazionale all’Italia del futuro. A moderare l’evento, a cui hanno partecipato anche i candidati alla Camera dei Deputati Marco Silvestroni e Alessandro Palombi, vi era Piermarco Silvestroni, responsabile di Gioventù Nazionale di Albano Laziale, il quale è intervenuto dicendo che:

«La politica deve riprendersi il suo spazio. La politica deve essere intesa come impegno della collettività per la collettività e qui deve entrare in gioco la comunità, come luogo ideale in cui imparare a combattere per dei valori e in cui le sofferenze del singolo possano essere pensate e vissute come problemi della collettività e, quindi, risolti insieme.»

 

Durante il dibattito hanno preso la parola anche lo stesso Alessio Pascuzzi e Federico Palla, Presidente di Gioventù Nazionale della Regione Lazio, i quali, trovandosi d’accordo, si sono espressi sul tema centrale del manifesto, con le seguenti parole:

«Quello che ci siamo impegnati a fare in questi mesi è raccogliere le istanze di una generazione che non crede più nella politica e che vede l’Italia un Paese senza futuro e senza occupazione, a causa della quale i giovani della nostra generazione stanno lasciando la nostra nazione, scappando altrove. Noi, come movimento giovanile, abbiamo lanciato questo manifesto generazionale che parla di lotta alle mafie, tutela dell’ambiente, identità Nazionale, salvaguardia del nostro Made in Italy, attraverso l’incentivo del consumo dei prodotti tipici locali, miglioramento delle comunità giovanili, delle Università e della scuola, attraverso l’abolizione della cosiddetta “Buona Scuola” di Renzi. Vogliamo, inoltre, che venga creato un fondo di sostengo per l’autoimprenditorialità, affinché si possa creare lavoro e. allo stesso tempo, aiutare le giovani coppie che vogliono mettere su famiglia. Ecco, i giovani che sono stati umiliati e derisi dalla sinistra oggi hanno una casa, insieme possiamo riprenderci il nostro futuro! L’unico partito che oggi raccoglie le idee di un movimento giovanile, trasformandole in proposte e inserendole nel proprio programma elettorale, è Fratelli d’Italia e la sua candidata premier Giorgia Meloni.»

 

Dunque, questi giovani militanti, per dar voce e forma ai loro progetti, hanno scelto di schierarsi a destra. Pertanto, noi di Giovani A Destra non potevamo non dare spazio a chi ritiene che la politica debba tornare ad interessare – come avveniva per i nostri padri, appartenenti alla generazione passata – soprattutto i ragazzi della nostra di generazione, i quali, sempre più delusi, disinteressati e distratti, hanno smesso di guardare con occhio critico la realtà che li circonda, hanno smesso di interessarsi al nostro futuro e hanno smesso di pensare al bene superiore dell’Italia. I movimenti giovanili, alla luce di ciò, devono porsi come comune obiettivo quello di far leva sull’animo e sulla volontà di questi giovani, dicendo loro che sono la speranza di un futuro migliore.

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