Sicurezza e integrazione

di Luigi Circiello.

La sicurezza è da sempre uno dei temi fondamentali di ogni campagna elettorale e, soprattutto negli ultimi anni, ha assunto una rilevanza cruciale in relazione ai diversi episodi di violenza più volte citati dalle cronache locali e nazionali.

In alcuni comuni inoltre, il tema della sicurezza abbraccia anche i settori della sanità e del sociale: è il caso del comune di Palma Campania, in provincia di Napoli, ove risiede la più numerosa comunità di bengalesi presente in Italia: nulla di strano, se non fosse che la loro presenza non è stata controllata in maniera adeguata da chi invece avrebbe dovuto.

Nel comune infatti, tra regolari e irregolari, si contano più di settemila cittadini originari del Bangladesh, a fronte di una popolazione di poco superiore ai 15000 abitanti e, in sfregio ad ogni norma igienico-sanitaria, i cittadini del Bangladesh vivono a decine in appartamenti di pochi metri quadri, violando ogni indicatore di sovraffollamento delle abitazioni e negli ultimi anni diversi sono stati i casi segnalati di tubercolosi, aumentati anche a causa della difficoltà di rintracciare coloro che sono stati in contatto con gli ammalati per poter effettuare la profilassi necessaria . Tutto ciò ha ingenerato una forte psicosi tra i cittadini della città ed ha ormai creato una situazione invivibile.

Fratelli d’Italia, durante questa campagna elettorale, ha assunto l’impegno di risolvere questa emergenza sociale, garantendo l’impegno diretto della leader Giorgia Meloni e della capolista alla Camera dei Deputati Carmela Rescigno, affinchè si trovi una adeguata soluzione legislativa che eviti lo scontro sociale.

“Il prossimo Parlamento si occuperà in modo concreto dell’emergenza bengalesi a Palma Campania, diventata una questione di interesse nazionale” – ha affermato la candidata Carmela Rescigno – “l’invasione di bengalesi a Palma Campania, che oggi hanno raggiunto circa il 30% della popolazione (4578 bengalesi su 18.026) è il risultato di una legge sbagliata, la 94 del 2009 che consente il rilascio della residenza agli immigrati senza fissa dimora. Una legge che in Parlamento chiederò di abolire o modificare – continua la capolista di Fdi – Il primo atto che presenterò, infatti, sarà un disegno di legge che abolisca o riduca a una quota massima del 5% della popolazione residente la norma che impone ai Comuni di concedere la residenza per gli stranieri senza fissa dimora indicando semplicemente un domicilio. A Palma Campania, grazie a questa legge che noi cancelleremo, i bengalesi hanno ottenuto la residenza indicando come domicilio la sede di un sindacato”, conclude Rescigno.

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