Intervista a Fabio Roscani, Presidente nazionale di Gioventù Nazionale

di Federica Ciampa.

Fabio Roscani, ventisettenne romano, da settembre è il nuovo Presidente Nazionale di Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli D’Italia: si affaccia presto alla politica, infatti la sua attività inizia a soli 17 anni in Azione Giovani e in Azione Studentesca. Successivamente, dalla nascita di Fratelli d’Italia nel 2012 fino all’inizio del 2017 ha rivestito il ruolo di Coordinatore del Municipio Roma VIII di Fratelli d’Italia. Si definisce un “sognatore inguaribile, innamorato dell’Italia” e, infatti, ha sempre sostenuto di voler donare all’Italia una generazione in cui sperare, che sappia riflettere con la propria testa, e che, dunque, abbiano il coraggio di dire anche cose “scomode”, in un sistema attuale che appiattisce le idee dei giovani, spingendole sempre di più verso un grigio pensiero unico. Fabio vuole, quindi, che Gioventù Nazionale, sia un movimento in grado di dare ai giovani gli strumenti per formulare un pensiero autonomo e logico; rifiuta l’idea di un movimento e di una società che, invece di fornire questi strumenti, dicano direttamente ai ragazzi contemporanei cosa debbano pensare.

– Quali sono le ragioni e gli ideali che ti hanno spinto ad avvicinarti così giovane alla politica? E perché hai scelto proprio questa come parte in cui stare?

Ho iniziato a fare politica da giovanissimo, ai tempi della scuola. Mi sono avvicinato alla destra giovanile, perché i centri sociali manifestavano con le bandiere rosse, escludendo tutti quelli che non la pensavamo come loro; occupavano anche le scuole per difendere il loro status quo e i sindacati dei professori. I ragazzi di destra, al contrario, manifestavano con i tricolori, era emozionante ed, inoltre, difendevano i diritti degli studenti, di tutti gli studenti. Ho incontrato i ragazzi di Azione Giovani della Garbatella, mentre stavano facendo un volantinaggio, ho iniziato ad avvicinarmi a loro e da quel momento non ho mai smesso di impegnarmi attivamente e di fare militanza politica. Ho trovato prima di tutto una famiglia, una comunità. Ho scoperto che fare militanza a destra significa donare sé stessi per il bene del popolo italiano e che la politica non significa pensare al proprio interesse personale, ma, anzi, significa contribuire passo dopo passo a migliorare la nostra Nazione.

 

– Il 25 gennaio scorso, nella conferenza stampa alla Camera dei Deputati, hai detto che Fratelli d’Italia, come partito e Gioventù Nazionale, come movimento giovanile, vogliono cambiare la buona scuola: come?

La Buona Scuola di Renzi, secondo noi, ha fallito sotto ogni aspetto, innanzitutto perché sono gli studenti stessi ad averla “bocciata”. L’alternanza scuola-lavoro, concepita in questo modo, ha solo sfruttato i ragazzi. Noi proponiamo e vogliamo una scuola che abbandoni il nozionismo sterile e che insegni ai ragazzi a pensare; una scuola che sia capace di rendere i giovani italiani competitivi con i loro coetanei europei nel mondo del lavoro; una scuola che metta al centro lo studente, aperta anche il pomeriggio, in cui si debbano trascorrere solo le 5-6 ore giornaliere, ma in cui, allo stesso tempo, si possa fare sport e valorizzare i talenti e le attitudini dei ragazzi; una scuola che valorizzi anche la didattica itinerante alla scoperta dei luoghi sacri della Patria e che trasmetta l’orgoglio di essere Italiani. Questa è la nostra buona scuola.

 

– Giovani nel Jobs Act: pensi davvero che l’occupazione giovanile sia stata incrementata a seguito di questa riforma, come circa un mese fa ha riportato l’ISTAT?

Il Jobs Act è la più grande truffa che si sia mai vista. Il Partito Democratico si vanta di aver fatto diminuire la disoccupazione giovanile, ma dimentica, chissà perché, di dire che l’Istat considera occupato un giovane che lavora anche solo 4 ore al mese: che gran bel lavoro è quello da 4 ore al mese; sicuramente basterà per costruirsi un futuro, per comprare una casa e mettere su famiglia. Riteniamo che il Jobs Act sia stata una truffa bella e buona.

 

– Cosa pensi dei giovani che hanno abbandonato l’Italia, per cercare un futuro migliore all’estero? Cosa diresti loro?

Ogni anno oltre 100.000 persone, in gran parte giovani, abbandonano l’Italia: il numero è cospicuo e, per rendere l’idea, possiamo dire che è praticamente l’equivalente della popolazione della città di Pescara. Il problema è che chi abbandona l’Italia non lo fa per scelta, ma per mancanza di opportunità: infatti, negli ultimi 7 anni i governi del PD hanno insultato in tutti i modi la nostra generazione, considerandola un problema, anziché la risorsa e il punto di partenza per risolvere i problemi dell’Italia; anzi, ci sostituirebbero volentieri con gli immigrati. Se continuerà a governare la sinistra o inizierà a farlo il Movimento Cinque Stelle, che la pensa esattamente allo stesso modo, fra 30 anni gli italiani non esisteranno praticamente più. Credo che questo sia un punto di svolta cruciale, perché i nostri avversari politici non hanno più argomenti e, di conseguenza, stanno facendo una campagna elettorale su temi che riguardano un altro secolo, quello scorso. Noi non ci facciamo strumentalizzare, perché crediamo di rappresentare la migliore gioventù d’Italia; siamo l’esatto posto di coloro che hanno sfilato a Macerata, Torino, a Piacenza, Pisa e Roma, inneggiando alle foibe, con i volti coperti, armati di caschi e bastoni. Addirittura, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali nel Governo Renzi e poi del Governo Gentiloni Poletti insultò i giovani italiani all’estero dichiarando: “Alcuni è meglio non averli tra i piedi”. Ecco, io oggi gli rispondo: “Sono questi dei centri sociali che vorremmo non avere tra i piedi. Se l’Italia non vi piace proprio andatevene, noi non sentiremo la vostra mancanza”. Per questo motivo, Gioventù Nazionale ha lanciato il suo “Viaggio dei Patrioti”: noi stiamo girando l’Italia da Nord a Sud con un camper per spiegare e divulgare le nostre proposte. Ci fermiamo nelle piazze, davanti alle scuole e alle università, nei luoghi d’aggregazione e persino le discoteche. La nostra generazione derisa, insultata e umiliata dai governi degli ultimi 7 anni, finalmente, torna ad avere qualcuno che li rappresenti e che doni loro una speranza: infatti, Fratelli d’Italia ha recepito il nostro “Manifesto Generazionale”, con cui diciamo a quei tanti ragazzi che per sfiducia non sarebbero andati a votare: “Oggi la nostra generazione sa a chi affidare il nostro futuro!”.

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