Il 4 marzo e la triade della sovranità

di Giuseppe Palazzo.

La democrazia italiana si trova nel peggior periodo della storia repubblicana. Per essere più precisi la democrazia italiana non esiste più dato che la triade che ne ha garantito esistenza e sviluppo è stata coscientemente svuotata di significato.

Questa triade era formata dalla Costituzione del ’48, dal Parlamento legittimato dal popolo sovrano e dal monopolio della moneta. L’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione durante lo sciagurato governo Monti (nel silenzio generale) ne ha compromesso la propensione sociale; i criminali trattati europei, da Maastricht, al Fiscal Compact al trattato di Lisbona hanno ridotto il Parlamento Italiano a un fantoccio, il cui principale lavoro è quello di approvare direttive e leggi comunitarie imposte da Bruxelles, tradendo gli interessi del soggetto sovrano, la fonte suprema di legittimità dell’esistenza stessa della Nazione, cioè il popolo italiano; ed infine l’adozione della moneta unica impone un metodo di governo basato sulla competitività senza regole (ultraliberismo), stabilità dei prezzi e dei mercati, concetti elevati a divinità, nonché svalutazione del lavoro (poiché non si può svalutare la moneta) e cessione del potere sostanziale ad un organismo indipendente (ma dipendente dall’elitè finanziaria), quale è la BCE.

In questo orrendo panorama, il mostruoso serpentone che va dal PDS al PD, è stata indubbiamente il maggiore sostenitore della perdita di sovranità nazionale (dunque del popolo) e svuotamento della democrazia, culminato con l’imposizione dall’alto di Mario Monti. Il destino del PD ci è dato, come uno specchio in cui è visibile il futuro, dall’andamento dei suoi partiti fratelli nel resto d’Europa, come i socialisti spagnoli (ad un pelo dall’essere sorpassati da “Podemos”), i social-democratici tedeschi (sempre più in caduta libera e al rimorchio della CDU), e i socialisti francesi (praticamente scomparsi). A partire dagli anni ‘80/90 costoro hanno tradito gli interessi dei loro bacini di riferimento, quali i lavoratori e le classi più deboli, hanno promosso politiche di deregulation, privatizzazioni e austerità fanatica, come la Loi Traveil in Francia, e la deindustrializzazione e la precarizzazione dell’Italia (vedere IRI, pacchetto Treu, avanzo primario, introduzione dell’euro e conseguente austerità, jobs act). Questi partiti meritano di essere spazzati via democraticamente perché asserviti a un sistema di potere alternativo alla democrazia e alla repubblica.

Veniamo ai nostri giorni e alle elezioni del 4 marzo: la coalizione di centro-destra è l’unica opportunità per avere una maggioranza parlamentare che permetta al governo espresso di governare. Non solo: è l’unica opportunità per cacciare nel dimenticatoio una volta per tutte i disastri economici dei quali il PD è responsabile. Data la priorità della questione della sovranità monetaria, condizione essenziale e insufficiente per il rilancio Nazionale, i partiti più credibili nei ranghi della Destra italiana sono la Lega, che ha concrete possibilità di poter governare (nel caso superi FI); Fratelli dell’Italia, seppur la Meloni non sia stata radicale come ci si poteva aspettare sul tema dell’euro; e Casapound. Essi, per come la vede il sottoscritto, sono fra le uniche forze politiche da votare se non si vuole tradire l’interesse della Patria. Sono i soli che presentano un programma legato al ripristino della sovranità Nazionale e al perseguimento di una politica economica ed estera rivolta all’Interesse Nazionale. La Lega ha nella sua squadra uomini quali Claudio Borghi e Alberto Bagnai, eurocritici di prima linea, che hanno studiato un piano politico ed economico per evitare di farsi schiacciare dalla dittatura di Bruxelles. Esso punterà in primis alla ridiscussione dei trattati europei, ma tenendo presente che l’opzione dell’uscita dall’euro unilaterale deve rimanere sul tavolo. Se invece si va alle trattative senza mettere in campo questa opzione non si ha più un grammo di forza contrattuale e ci schiaccerebbero (vedi il falsario Tsipras). Non avendo il monopolio della moneta la BCE può ricattarci con la speculazione finanziaria. Per questo bisogna elaborare un piano di tutela nazionale: Borghi e Bagnai ne hanno uno ottimo basato sui minibot: essi sono buoni del tesoro che possono entrar in circolo nell’economia senza risultare nel bilancio dello Stato, raggirando, dunque, i controlli dei vessatori europei. Dall’altra parte Casapound ha reclutato un avvocato da tempo impegnato nella lotta contro “l’abominio europeo”, Marco Mori.

Le possibilità sono in campo, e queste non sono elezioni normali: esse sono decisive se si vuol riacquistare la libertà sottratta al nostro popolo. Dentro l’UE ci hanno definiti “PIIGS”, cioè maiali. Il riscatto deve partire dalla nostra dignità, per tornare Italia, libera e sovrana.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *