Antonio Tajani: ritratto di un Presidente

di Vanessa Combattelli

 

Antonio Tajani, classe ’53, romano di origine e attualmente Presidente del Parlamento Europeo.
E’ questo il primo ritratto del futuro presidente del Consiglio se nella coalizione di centrodestra dovesse arrivare prima Forza Italia, Silvio Berlusconi ha infatti decretato: «Tajani ha sciolto la riserva, sarà lui il nostro candidato presidente del consiglio, uomo fatto di competenza ed esperienza.»
Per il presidente del Parlamento Europeo si è trattata forse di una conferma di tutte quelle voci che fluttuavano nell’aria da settembre, dopo la convention a Fiuggi organizzata proprio nella profonda Ciociaria, terra che ha visto crescere Tajani.
Studente al Torquato Tasso dove per ironia della sorte si scontrò con presidente del consiglio uscente Paolo Gentiloni (quasi coetanei) lo ritrovò anche durante gli studi universitari alla Sapienza di Roma: l’uno alla facoltà di Giurisprudenza, l’altro di Scienze Politiche.
Ma Tajani ancor prima di affacciarsi alla politica era un appassionato giornalista: responsabile della redazione romana de Il Giornale ed inviato speciale in Libano, Unione Sovietica e Somalia.
Da giovanissimo la sua storia politica si intrecciò con le sorti del Fronte Monarchico, dove lui stesso militò per alcuni anni dichiarandosi favorevole al rientro dei Savoia in Italia.
Ma sarà proprio l’annata 1994 ad essere decisiva per Antonio Tajani, infatti è uno dei fondatori di Forza Italia insieme a Silvio Berlusconi con il quale condivide tutt’ora un percorso politico contraddistinto sempre dalla forte stima e amicizia.
Nel 2001 Tajani si candidò come sindaco di Roma, arrivando secondo al ballottaggio contro Walter Veltroni, di casa centrosinistra.
Ma la vera vita politica per Antonio Tajani ebbe modo di emergere in Europa, infatti il ciociaro nelle elezioni europee del 2004 venne eletto ricevendo ben 122 000 preferenze.
Con il ruolo di Commissario europeo per i Trasporti Tajani si impegnò nel far adottare il nuovo Regolamento comunitario in materia di trasporti, questo istituì regole volte alla tutela dei passeggeri nel trasporto aereo.
Successivamente promosse la campagna “Nuova Rivoluzione Industriale in Europa” il cui obiettivo è quello di intervenire sulla crisi economia, rilanciare l’industria creando posti di lavoro e sviluppo sostenibile.
Tajani si è dichiarato contrario all’eliminazione di Gheddafi lodando di fatto l’accordo Italia-Libia come soluzione per far fronte all’immigrazione.
Notizia che invece sta facendo il giro delle diverse testate è la rinuncia all’indennità transitoria di fine mandato, ovvero 468 mila euro totali.
Facciamo chiarezza rispetto a ciò: ogni commissario europeo al termine del proprio mandato ha diritto all’indennità transitoria che corrisponde a 13 mila euro al mese per tre anni.
Antonio Tajani ha rinunciato all’indennizzo affermando con dignità che si tratta di «una scelta di coscienza, oltre che una prova di sobrietà e solidarietà in questo momento di grande difficoltà per i cittadini europei.»
La più grande soddisfazione in ambito Unione Europea Tajani l’ha ricevuta il 17 gennaio 2017 a seguito della sua elezione come nuovo presidente del Parlamento Europeo, durante questo anno di presidenza si è contraddistinto per aver mantenuto linea coerente rispetto ai suoi valori cristiani, liberali e democratici.

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