Meloni chiude la campagna elettorale a Latina, fra capitalismo, Orban e natalità

Di Alessio Valente

Una piazza abbastanza gremita quella che, a Latina, ha visto la chiusura di campagna elettorale per Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni, candidata proprio per il collegio locale. Buona l’affluenza dei militanti nonostante l’avversità di un clima avverso che avrebbe potuto spingere molti a restarsene a casa. Un segnale senz’altro positivo, quello della partecipazione, in vista della giornata di domenica prossima in cui si deciderà la guida del prossimo governo e delle regioni Lazio e Lombardia.

Tanti i candidati, sia alle politiche che alle regionali, che si sono susseguiti durante la giornata. Molti interventi, fra cui, in chiusura, quello duplice del leader Giorgia Meloni “accompagnata” dal candidato regionale Stefano Parisi.

Meloni non risparmia nessuno e porta con sé i temi che hanno caratterizzato non solo questa campagna elettorale, ma tutta la sua attività politica. Difendere, anzitutto, le imprese italiane, che hanno avuto contro di loro “uno Stato nemico” e la grande finanza internazionale, contro cui l’unica possibilità rimasta, decisiva e cruciale, sarà quella di eleggere un governo di patrioti piuttosto che un governo di asserviti alle lobby e al capitalismo internazionale che “ha fatto shopping in Italia” con la complicità della sinistra.

Una sinistra che rassicura la Merkel e Junker, che, a detta di Meloni, “fanno bene ad essere preoccupati”. Non viene risparmiato nemmeno Di Maio, che a Londra ha promesso “una serie di norme per consentire alle banche di avere meno burocrazia nel recupero dei crediti”. Movimento cinque stelle, quindi, che condividendo tante delle riforme volute dalla sinistra è visto come “l’altra faccia del sistema”.

Altro tema caratterizzante, affrontato sul palco dal leader, è quello dell’immigrazione. Meloni parla del suo incontro, contestato, con il primo ministro ungherese Viktor Orban, uomo che ha dimostrato all’Europa che “i confini si possono difendere”, e che viene pubblicamente ringraziato dal leader per aver evitato all’Italia di diventare “il più grande campo profughi del mondo”. “Quando saremo al governo, ti verremo a cercare così ci aiuterai a fermare i barconi”, rilancia il candidato premier. Difendere i confini, dunque, fra le priorità di un ipotetico governo a guida Fratelli d’Italia.

Non solo difesa dei confini, ma anche dei nostri agenti di sicurezza: il riferimento all’agente pestato dai membri dei centri sociali è ovvio ed esplicitato. Stipendi e mezzi adeguati per le forze dell’ordine quindi, ma anche un duro no allo svuotamento delle carceri. Preoccupazione alimentata anche dall’azione di governo, troppo impegnata a reprimere chi “ha l’accendino del Duce in tasca” piuttosto che a garantire la sicurezza.

Torna anche il tema della presenza di crocifissi e presepi nelle scuole che, a detta di Meloni, va oltre la questione dello stato laico, anzi, proprio quei simboli insegnano e hanno insegnato la laicità dello Stato, ma anche quello della territorialità, come anticipato dall’intervista Monica Picca, candidata al senato, che abbiamo proposto qualche giorno fa. Meloni, infatti, candidata proprio al collegio di Latina, presenta alla piazza un cartello, poi firmato, con i punti che intende portare avanti durante il proprio mandato e che riguardano proprio la città, come la difesa del pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti e la realizzazione dell’autostrada Roma-Latina.

Non manca, in conclusione, l’argomento coalizione: la speranza è quella che sia proprio Fratelli d’Italia a svettare sulla coalizione, per permettere più margine di manovra una volta al governo ma, soprattutto, per evitare che i voti dei sostenitori del partito non “finiscano a fare cose strane col Pd o col Movimento cinque stelle”. La promessa è inequivocabile: “Noi difenderemo il vostro voto, noi non tradiremo il popolo italiano”

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