Questi sono i nostri avversari

di Giacomo Novelli.

Domani.
Domani, 4 marzo, giorno delle elezioni. Si vota.
Inutile dire che mai come quest’anno, lo abbiamo detto, la confusione e l’incertezza accompagneranno gli Italiani fino alla fine. Un’ombra sulle loro spalle fin dentro il seggio elettorale.
Anche il popolo, grande e numeroso, della Destra è spaccato; CasaPound, Forza Nuova, Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia … ma anche mini partiti come 10voltemeglio, il Popolo della Famiglia, Noi con l’italia vantano simpatizzanti anti Sinistra e anti Grillo.
Già, la Sinistra.
Teniamo a mente chi sono, i veri avversari.
Chi sono coloro da sconfiggere.
Chi sono e cosa fanno.
Taranto, 1 marzo. Ennesima aggressione antifascista.
Raffaele De Cataldis, candidato di CasaPound al Senato.
Picchiato, massacrato, con bastoni e spranghe nella notte da quattro-cinque incappucciati.
Ennesima agressione, stesso stile, stesso copione.
Il modus operandi tipicamente antifascista e partigiano lo conosciamo fin troppo bene; colpire di notte, sempre e comunque in netta superiorità numerica (il rapporto 5 a 1 è ormai una loro firma). A volti sempre, rigorosamente coperti, nascosti.
Sono i tipici boia a cui si riferisce l’antico motto “Boia chi molla”; ovvero, chi colpisce su ordine, o su spinta, su istigazione, di forze superiori, col viso coperto. Senza identità, senza onore. Burattini in mano a forze e lobby dei piani alti.
Per fortuna, il poveretto se la caverà con sei giorni di prognosi e venti punti di sutura alla testa. Sta bene, questo è ciò che conta. Ma non potrà attaccare nessun altro manifesto per questi giorni. Tra l’altro, pare sia stato questo il motivo della rabbia degli imbecilli, codardi, rossi.
I media, ci mancherebbe, minimizzano; solo scaramucce, i veri “picchiatori” sono i fascisti.
Nessun servizio speciale, nessuna faccia accalorata e semi piangente di Laura Boldrini.
Silenzio.
Rimaniamo silenti anche noi, non cadiamo nelle loro trappole, messe ad hoc per destabilizzarci.
La risposta è il voto. Il voto un po’ diviso, lo abbiamo detto.
Ma mai per loro. Ricordiamoci chi sono.
Sono i violenti di Palermo, Taranto, Firenze.
Sono i “fermate i violenti fascisti!”, ma poi vogliono fermarli coi bastoni.
Sono le lacrime di coccodrillo delle istituzioni, un’arma spesso sottovalutata ma devastante.
Sono Laura Boldrini, la paladina dei centri sociali, dell’istigazione antifascista. Dell’odio verso chi osa opporsi.
Sono la maestra di Torino che offende l’Arma, la Divisa. Che verrà licenziata in tronco, e che per questo si indignerà.
Hanno paura, è evidente.
Così evidente da rispolverare gli antichi metodi partigiani.
Vigliacchi e senza onore.
Votate chi volete. Votate chi vi pare.
Ma ricordatevi di loro.
Dal 5 marzo, facciamoli sparire non coi loro bastoni.
Ma con il nostro voto.

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