IL GIAGUARO SMACCHIATO (PER ORA?)

di Giuseppe Lupo

Matteo Salvini è riuscito dove nessuno ce l’aveva mai fatta: Forza Italia passa in secondo piano nella coalizione di centro-destra.

 

Dopo 24 anni, è successo quello che nessuno, proprio questa volta, si sarebbe aspettato. Silvio Berlusconi non darà più le carte: da oggi sembra che il centro-destra italiano abbia un nuovo leader, Matteo Salvini. A capo di una Lega che non è più il sindacato del Nord ma una forza politica nazionale, sotto il 10% al Sud ma con generosissime percentuali al centro e nelle (ex) regioni rosse, il Matteo populista ha portato il suo partito ad uno storico quanto inaspettato sorpasso su Forza Italia. Sorpasso che, ovviamente, i sondaggi non avevano captato.
Ci hanno provato Rutelli, Prodi, Veltroni, Scalfaro, Napolitano, tra i nemici di sempre, e tra i vecchi amici Fini e Alfano. Ce l’aveva quasi fatta l’Europa nel 2011, con il potente ricatto dello spread e dei mercati finanziari. Bersani avrebbe dovuto dare il colpo di grazia e smacchiare definitivamente il giaguaro, ma nemmeno lui ci è riuscito. Nel 2013 finì 1 a 1 e la palla tornò al centro. In un eterno ritorno dell’uguale, dal 1994 Berlusconi è quasi morto e risorto diverse volte, ma alla fine a soccombere era sempre chi provava a sconfiggerlo. E non sono bastati anni di calunnie, processi, girotondi, fango mediatico, e i professionisti del dissenso organizzato sempre pronti a mobilitare le truppe quando governava Berlusconi, ma anche quando stava all’opposizione, giusto per non perdere l’abitudine. Non è bastato nemmeno governare durante l’11 Settembre e durante la più grande crisi dal 1929. Nulla ha potuto scalfire, se non momentaneamente, Silvio Berlusconi.
Oggi, invece, il Silvio nazionale appare ridimensionato. Con un partito affidato a luogotenenti e feudatari, una sentenza che ne ha minato la diretta candidabilità, Berlusconi ha provato comunque a fare il padre nobile di una coalizione che sembrava naturale fosse a guida forzista. E’ tornato in TV e ha utilizzato la sua comunicazione oggettivamente perfetta: la rivendicazione dell’esperienza, i temi di sempre, e lo spauracchio grillino agitato esattamente come toccò nel ’94 al pericolo comunista. Espedienti di consolidata efficacia che però questa volta non hanno sortito il risultato di sempre. Hanno pesato diverse variabili, a questo bruciante secondo posto: come si è detto, l’impossibilità di una candidatura diretta, anche se non si sa quanto possa essere stata determinante, visto che Grillo, il leader concorrente, in Parlamento non ci vuole entrare per sua stessa volontà, e funge ugualmente come perfetto portavoce del Movimento 5 Stelle. In secondo luogo, il fatto che Forza Italia sia oggi un partito oggettivamente in mano a personalità più prese dalle lotte di potere interne che dai veri problemi dei cittadini. L’età forse non ha pesato granchè, visto l’affetto che comunque nutrono verso Berlusconi anche quelli che ne vorrebbero un passo indietro, e al netto di come lui la abbia abilmente utilizzata come un fattore positivo: più anni equivalgono a maggiore esperienza, e, dunque, a maggiore affidabilità.
Il punto centrale, comunque, di questo nuovo equilibrio del centro-destra, rimane un altro: Berlusconi ha incarnato le istanze liberali, popolari e moderate in un momento in cui il paese reale non vuole essere moderato né popolare. Il populismo dilaga in tutto l’Occidente, e Berlusconi, dopo aver rappresentato un punto di cesura netto e sicuramente populista rispetto alla Prima Repubblica, ha scelto oggi di rappresentare l’anziano saggio che argina l’esuberanza dei giovani. Mai scelta fu più avventata. Proprio lui, che avrebbe potuto guidare un’alleanza sovranista, vendicandosi di quell’Europa e di quella Merkel che lo fecero fuori nel 2011, ha deciso di fare il grande tra i grandi e di mettersi al servizio delle cancellerie europee. Non più dunque il presidente operaio, con tanto di manifesti che lo ritraevano con il caschetto giallo, che prende per mano la sua gente e la conduce fuori dal pantano, ma un moderato, quasi di centro, che cerca di fare il minor danno possibile adottando l’agenda politica di Bruxelles. Non più il nemico della Germania e il sostenitore della seconda moneta, ma l’uomo chiave nelle mani dell’UE. Fermo restando che le istanze moderate rimangono comunque una componente forte della nuova ed inedita compagine di centro-destra, oggi i moderati sono un po’ incazzati, e vogliono parole chiare, soluzioni nette, meglio se invise ad una Unione Europea sempre più malvista. Questo Berlusconi non lo ha fatto, ed è stato sorpassato abbastanza clamorosamente da un Matteo Salvini che ha parlato di mini-bot, lavoro, vincoli da sforare, di olio tunisino, ha parlato a pescatori ed agricoltori, ai terremotati. Insomma ha saputo dare quella visione che invece Berlusconi non ha saputo incarnare, come invece aveva sempre fatto in passato. Nella debacle di Forza Italia, ha pesato moltissimo l’eccessiva prudenza di Berlusconi, mentre a destra Salvini martellava pesantemente sui temi forti del centro-destra: flat tax, immigrazione, lavoro, rapporti con l’Europa.
In questa inaspettata versione del Silvio imprudentemente troppo moderato, c’è stata la surreale rivalutazione che alcuni suoi nemici storici ne hanno fatto: basti pensare ad Eugenio Scalfari, una delle tante nemesi di Berlusconi, che improvvisamente ne è diventato un sostenitore, per quanto in chiave anti-grillina. Per uno che per cinque lustri ha letteralmente polarizzato gli italiani, diventare l’amico dei suoi nemici storici è stata un’altra delle cause del suo netto ridimensionamento.
Dove non è riuscito il fuoco incrociato di nemici, stampa, dell’intellighenzia schierata, delle toghe rosse, dei girotondini e dei grillini, è incredibilmente riuscito l’alleato di sempre. Con una sorta di parricidio, Salvini sembra aver messo un punto e a capo ad un equilibrio che andava avanti da ben 24 anni, e Forza Italia, per non scomparire definitivamente, non ha altra scelta che fare il fedele gregario della Lega. Gli scenari che si aprono, del tutto inediti, danno inizio sin da oggi ad una nuova pagina del centro-destra italiano.

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