I dazi di Trump: sfida a Pechino

di Francesco Cirillo.

La presidenza Trump accende sempre di più lo scontro a distanza con la Cina. Nella giornata di ieri il Presidente Statunitense ha confermato le voci di possibili dazi da mettere sulle importazioni di carbone, di acciaio e di alluminio.

Secondo fonti vicine alla Casa Bianca i dazi si aggirerebbero attorno al 25% per acciaio e carbone e al 10% per l’alluminio.

Questo rappresenta un punto fondamentale del programma di governo dell’Amministrazione Trump, visto che lo stesso Potus aveva espresso questa decisione durante la campagna elettorale. Il Presidente definisce questa decisione necessaria per difendere i lavoratori americani del settore messi in pericolo, secondo il Commander in Chief, dai prodotti stranieri.

Questa volontà ha suscitato violenti critiche da parte dell’Unione Europea, della Cina e del vicino Canada. Bruxelles ha dichiarato che metterà in atto contromisure commerciali per proteggere il mercato europeo; la Cina ha chiesto invece agli USA di evitare queste azioni che potrebbero destabilizzare il commercio internazionale; voci critiche si sono alzate sia dalla Francia che dal Canada, maggior fornitore di carbone e di acciaio per il mercato statunitense. Ottawa ha affermato che attuerà possibili contromisure commerciali per limitare i danni dai possibili dazi USA.

Trump sembra godere di un improbabile appoggio bipartisan Repubblicani – Democratici al Congresso. I maggiori supporter politici sembrano provenire dagli Stati della cosiddetta Rust Belt, regione industriale che comprende quelli racchiusi tra i Grandi Laghi ed il Midwest. Principale supporter del progetto è il senatore Sherrod Brown, democratico liberale dell’Ohio. Per molti analisti economici questi dazi rischiano di destabilizzare il mercato interno e far perdere diversi posti di lavoro, soprattutto nel settore automobilistico e petrolifero.

Intanto anche alcuni deputati repubblicani si sono mossi per chiedere a Trump di ripensarci. Tra questi il governatore del Wisconsin e membro del Partito Repubblicano Scott Walker (membro del Grand Old Party e stretto alleato del Presidente), preoccupato per gli effetti a lungo termine dei possibili dazi.

Altri vedono questa scelta come la prima mossa di una aggressiva guerra commerciale USA-Cina. In campagna elettorale il tycoon aveva sempre dichiarato di voler inserire dazi commerciali per fermare, secondo lui, la concorrenza sleale di Pechino.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *