MARIO BALOTELLI: NON SEI DEGNO DI PARLARE DI TONI IWOBI!

Di Chiara Soldani

Razzismo politico: e non solo. A poche ore dalla nomina a Senatore di Toni Iwobi, tra le fila della Lega, lo pseudo talento Balotelli (ben più noto per bravate che per effettivi meriti calcistici), ha così commentato su Instagram:”Forse sono cieco io oppure non gli hanno detto che è nero”. Esternazione certo degna del suo stile, certo degna del suo calibro (sportivo, umano), Balotelli ha dato prova di autentico fare discriminatorio. Non solo anteponendo il remarque, circa il colore delle pelle di Iwobi, ma aggiungendo anche un “Vergogna!!!”, certo compresibile (qualora fosse stato a lui stesso riferito).
Insomma, il calciatore del “Why always me?”, ha duplice colpa. Senza calcolare, ovviamente, le pregresse: “black” lista troppo lunga, ma ben conosciuta. Mario Balotelli non vale un grammo di Toni Iwobi: trattasi di oggettiva constatazione e non di opinione personale.

Il neo “Senatùr” del Carroccio, infatti, vanta un CV di tutto rispetto. Ancora adolescente, si trasferisce negli Stati Uniti d’America dove si laurea in informatica. Arriva in Italia nel 1976, a Perugia, dove prosegue gli studi presso l’Università per gli stranieri.
All’impegno sui libri, ha conciliato innumerevoli lavori: dedizione e umiltà. Toni Chike Iwobi, “bergamasco doc” (come ama definirsi), doppia nazionalità italiana/nigeriana, milita nella Lega dal lontano 1995. Dal 2014, ricopre anche l’incarico di responsabile federale del Dipartimento Immigrazione.
62 anni, imprenditore informatico, attualmente consigliere comunale a Spirano (Bergamo), é volto amato e rispettato da tutti quei “razzisti della Lega”. Ben possiamo comprendere l’imbarazzo nel commentare simile storia, da parte dei vari Saviano e Vauro (per citarne giusto due, non dimentichi degli altri illustri colleghi). “Il primo Senatore di colore, nella storia della Repubblica Italiana, eletto con la Lega ? E ora, come possiamo attaccare Salvini? Come, oggi, incolparlo di razzisti omicidi, discriminatori atti, aizzamenti d’odio vari?”. Già, cari Saviano e Vauro: cosa inventerete, stavolta? Cosa partoriranno le vostre avvelenate penne? La curiosità per le prossime, ridicole accuse, indubbiamente è tanta.

La grandezza di un uomo, si misura (anche), dalle repliche ad offese a lui rivolte. Manifesta superiorità, intellettuale e morale, quella di Iwobi: alla “balottellata” degna del suo autore, il Leghista ha smorzato i toni, con classe e pacatezza. A “Super Mario” consigliamo, vivamente, lezioni private dal “nero Senatore”.

Riconoscenza e gratitudine, espresse nel bel post di Facebook, pubblicato dal neo eletto:”Dopo oltre 25 anni di battaglie nella grande famiglia della Lega – Iwobi ringrazia in particolare il segretario federale Salvini, definendolo – un grande leader che ha portato la Lega a diventare la prima forza di centrodestra del Paese!”. Un “grazie” anche alla sua famiglia, “perché non ha mai smesso di supportarmi e di starmi vicino”.

Mentre veri uomini, dai grandi valori ed altrettanto grandi idee, lavorano al servizio del Paese, arroganti milionari e viziati ragazzotti, giocano sui social a fare gli incoerenti moralisti. O meglio: gli effettivi razzisti. Mario Balotelli (discutibile persino sotto il profilo calcistico), ha dato riprova di proverbiale dialettica ed incorreggibile ottusità. Ai commenti politici e lezioncine da vessato incompreso, meglio che ripensi alla sequela delle bravate (parcheggio sul posto dei disabili, incluso). Alle quali, evidentemente, non sa proprio far fronte: aggiungendone altre e sparandone di nuove. È proprio il caso di dire: il “lupo” Balotelli perde il pelo, ma di certo non il vizio.

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