L’Italia come l’Europa: la sinistra in profonda crisi

di Pietro Freda.

In attesa di capire come si evolverà lo stallo venutosi a creare dopo le ultime elezioni politiche, con M5S e coalizione di centro-destra che cercano una maggioranza per governare, un dato indiscutibile esce fuori da questa tornata elettorale: la sinistra italiana è in profonda crisi.

Il Partito Democratico ha più che dimezzato i voti rispetto al 2014, scendendo sotto il 20%, e fa impressione vedere come ormai quelle che erano le “roccaforti rosse”, siano praticamente scomparse. Il PD è primo partito solamente in Toscana (comunque registrando un erosione dei consensi) e in Trentino Alto Adige (ma principalmente grazie all’alleanza con il partito autonomista della regione).

È un dato questo in tendenza con gli altri Paesi Europei, dove i partiti di destra sono in crescita ovunque, mentre quelli di sinistra perdono consensi. Basti pensare alla vicina Francia, dove il Partito Socialista, nelle elezioni Presidenziali del 2017, non è arrivato neanche al ballottaggio, e nelle elezioni successive del Parlamento ha raccolto un misero 7%.

Anche in Germania la sinistra non gode di buona salute: la SPD nelle ultime elezioni del settembre 2017 ha raccolto il peggiore risultato della sua storia, a fronte invece della crescita del partito di destra AFD. Il fatto che Schulz abbia alla fine accettato di fare parte della grande coalizione con Angela Merkel della CDU per dare un governo al Paese, non cambia lo stato delle cose.

Spostandoci in Gran Bretagna, la sinistra laburista è all’opposizione dal 2010; allo stesso modo in Spagna il Partito Socialista non governa dal 2011. Anche in Austria, nelle ultime elezioni politiche, c’è stata una netta virata a destra, per non parlare di altri Paesi come l’Ungheria e la Polonia.

Quale il motivo di questo declino che appare irreversibile? Storicamente, la funzione dei partiti di sinistra era quella di rappresentare le categorie più svantaggiate e meno-abbienti della popolazione. Funzione che ora però è totalmente venuta meno, poiché la sinistra ha abbracciato l’ideologia globalista attualmente imperante, mettendo quindi in secondo piano i diritti sociali (in primis il lavoro) a favore dei cosiddetti diritti civili (tanto per citarne due, lo ius soli o i matrimoni gay).

In una situazione di profonda crisi economica e sociale, e con un immigrazione indiscriminata e incontrollata che spaventa il cittadino medio, i partiti di centro-destra hanno dato risposte certamente migliori, conquistando e sottraendo voti alla sinistra, che come mostrano vari sondaggi, è votata soprattutto dai ceti medio-alti e nei centri della grandi città, dove non si vivono i problemi delle periferie e dei quartieri più popolari.

Se nella maggioranza dei Paesi europei questo ha consentito alle forze di destra o di centro-destra di arrivare al governo, in Italia ancora non è così, poiché il vuoto lasciato dalla sinistra è stato assorbito in buona parte dal Movimento Cinque Stelle, che ha sfondato al Sud dove la crisi economica è ancora molto forte.

In attesa di capire come si formerà il nuovo governo, la sensazione è che nei prossimi anni in Italia il centrodestra e il M5S si contenderanno la guida del Paese, anche perché non è escluso un ritorno alle urne a breve.

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