Perchè il 4 marzo ha ribadito che l’Italia deve essere federale e presidenziale.

Di Paolo Muttoni
Italia: federale e presidenziale.

Le elezioni del 4 marzo ci hanno consegnato un paese diviso letteralmente in due. Il nord dove il centrodestra (Trainato in particolare dalla Lega, dove in alcune zone ha avuto picchi del 60%), ed un centro-sud dove i 5 l’hanno fatta da padrone. Quindi cosa ci hanno consegnato queste elezioni ,oltre alla divisone a metà del paese e la totale assenza di una maggioranza di governo? Semplice, la conferma che la forma di governo e l’ordinamento costituzionale del nostro paese, così com’è, è sbagliato. Prima di tutto l’Italia deve essere reimpostata su base federale, come gli USA, con lo scopo di unire ancora di più questa splendida nazione da nord a sud a differenza di questa Repubblica centralizzata la quale non fa altro che accentuare le minime divisone che ci sono all’interno del nostro paese. Parlare di repubblica federale non significa parlare di secessione, come qualche sinistro obbietta, basta prendere l’esempio americano. Gli americani, Federali e “divisi”, hanno uno spirito patriottico di gran lunga superiore al nostro; Poiché nel 1779 i loro padri costituenti capirono che il loro paese poteva stare unito solo se rispettava le diversità e disparità tra i vari strati della nazione. La costituzione della Repubblica federale Italiana comporterebbe innanzitutto un corposo referendum costituzionale la quale porrebbe come quesito la modifica dei 2/3 della costituzione. La nuova Repubblica si costituirebbe in questo modo (21 Stati che hanno il potere di legiferare nella maggior parte degli ambiti, scuola, sanità, ambiente, tasse . .  .), mentre lo stato centrale manterrebbe alcuni poteri esclusivi di legiferazione come difesa, giustizia, esteri, interni, difesa. Il parlamento sarebbe completamente modificato rispetto alla sua attuale composizione infatti verrebbe abolito il senato, e di conseguenza il bicameralismo perfetto, mentre la camera passerebbe da 630 a 500 membri con un risparmio nelle casse dello stato di circa 65 milioni di euro l’anno, oltre che la possibilità di svolgere in modo più rapido il compito legislativo. La nuova legge elettorale sarà approvata tramite procedimento costituzionale, in modo tale da renderla modificabile solo con un’ampissima maggioranza, il nuovo testo prevedrà un sistema misto 80% maggioritario, 20% proporzionale con le preferenze; In modo tale da avere una buona quota di rappresentatività ed una sicura governabilità per il paese. Il presidente della repubblica sarà eletto dai cittadini tramite l’elezione al turno di ballottaggio. Come potrebbe cambiare il nostro paese con il sistema federale? Semplice le istituzioni più vicine ai cittadini saranno responsabilizzate ed inoltre tutti gli amministratori d’Italia verrebbero responsabilizzati e sarebbero chiamati a rispondere direttamente ai loro cittadini, senza scaricare le colpe sul governo centrale se qualcosa va male. Ovviamente i rapporti con l’Unione Europea cambierebbero totalmente, altrimenti non avrebbe alcun senso cambiare radicalmente il nostro ordinamento costituzionale. L’Unione Europea dovrà cambiare in meglio, cioè tornare ad una forma di mercato comune pre-Maastricht senza stupidi vincoli che impediscono ai paesi membri di attuare le politiche che vogliono come vogliono all’interno dei loro confini nazionali. La trasformazione della nazione ha l’obbiettivo di aumentare la fiamma del patriottismo all’interno del paese che al momento pare solo una fiammella che si sta spegnendo. L’obbiettivo è quello di seguire i pensieri di quel genio che era Gianfranco Miglio la quale diceva che “le 3 grandi comunità italiane nord centro e sud dovevano unirsi nel rispetto delle diversità . . .”

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