Legge elettorale: regola del gioco della democrazia

di Paolo Muttoni.

Fin dalla rivoluzione francese, e dalla conseguente instaurazione di numerose democrazie in Europa, ci si è posto il problema della legge elettorale la quale si può definire la vera e propria regola del gioco della democrazia. Le basi, per capire quale tipo di legge elettorale sia migliore, sono la conoscenza di due semplici concetti:

    • Rappresentatività, una legge la quale rispecchi il volere del popolo e le sue tendenze politiche, tramite la ripartizione dei voti per partito in proporzione ai voti ottenuti;

 

  • Governabilità, una legge che garantisca un’ampia maggioranza al partito vincente con l’obiettivo di avere un governo stabile, andando anche a discapito della rappresentatività.

 

Questi due concetti sono strettamente legati ai due principali sistemi di voti che conosciamo:

  • Il proporzionale che è legato alla rappresentatività, L’obiettivo è quello di suddividere i seggi in proporzione ai voti presi da tutti i partiti a livello nazionale. Ad esempio se un partito ottiene il 30% voti, con questo metodo, ha diritto al 30% dei seggi. Questo sistema, puro e senza correzioni, non garantisce la governabilità ma incentiva il caos parlamentare. Sistema di voto utilizzato dal 1946 al 1992, ragion per cui in questi lunghi anni abbiamo sempre avuto una colazione (Quadri o penta partito) al governo, appunto perché la DC dall’alto del suo 40% non aveva i numeri per governare.
  • Maggioritario che è legato alla governabilità, sistema che viene utilizzato da sempre nei paesi anglosassoni poiché hanno un sistema “Bipartitico”, è particolarmente semplice: la nazione viene divisa in collegi uninominali da cui uscirà vincente (e di conseguenza sarà eletto) chi prende un voto in più degli avversari. Sistema entrato, solamente in parte, in vigore in Italia nel 1994, ma subito sostituito con il proporzionale corretto.

Le leggi elettorali sono varie ed eventuali, poiché nel corso degli anni si sono create sempre più nuovi e diversi sistemi elettorali, che rimangono sempre delle variazioni delle due precedenti basi. Infatti nel 2005 in Italia è entrato il vigore il “Porcellum”, una legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza (assegnazione del numero di seggi necessari alla prima lista per governare) e soglie di sbarramento (entra in parlamento chi supera una certa soglia percentuale). Dopo questa siamo passati all’Italicum, maggioritario ma illegittimo, ed al capolavoro del Rosatellum 2.0. Legge elettorale senza senso e senza capo né coda, infatti la legge prevede un 2/3 del parlamento eletto proporzionalmente ed 1/3 tramite sistema maggioritario. Dopo le elezioni del 4 marzo il parlamento appare ingovernabile e la prospettiva futura dell’Italia si fa sempre più cupa: come uscirne? In pochi semplici passi e passaggi parlamentari, parte da una base costituzionale. “L’articolo 71 della camera esplicita che le leggi possono essere proposte anche dai singoli o dai gruppi parlamentari”, detto ciò passiamo ai 3 passi:

 

  • Un parlamentare qualunque (ovviamente l’auspicio è che sia della Lega oppure del M5S per avere il 51% dei voti) propone una legge che sia al 100% maggioritaria e con premio di maggioranza alla prima coalizione o lista. La legge approvata entra in vigore;
  • Il governo Gentiloni che era ancora in carica per gli affari correnti si dimette, ed il presidente Mattarella scioglie nuovamente le camere indicendo nuove elezione per l’autunno 2018;
  • Le elezioni, con questa legge elettorale, daranno al 100% la sicurezza di avere una solida maggioranza parlamentare ed un Governo stabile e duraturo.

 

Il procedimento di approvazione è insolito ed inusuale, però in casi eccezionali la normalità andrebbe messa da parte e per come è cominciata questa 18° legislatura le premesse ci sono tutte affinché non sia una normale legislatura. Ovviamente alle elezioni “che vinca il migliore”, dopo ciò non si potrà riandare a votare (5 anni dopo) con questo metodo poiché la rappresentatività è totalmente sacrificata. Quale è a parere mio la legge elettorale migliore? Una legge molto semplice chiara che garantisca governi forti al paese; ma come è strutturata la mia legge elettorale?

  1. Approvata tramite percorso costituzionale in modo tale da renderne la sua modifica difficile ad ogni governo di ogni legislatura e di diverso colore politico;
  2. 50% proporzionale, per garantire una forte rappresentatività, con le preferenze in modo tale che il cittadino decida lui chi votare;
  3. 50% maggioritario, per la governabilità;
  4. Premio di maggioranza,  che varia a seconda dell’affluenza, poiché i singoli voti che i partiti prendono hanno diverso peso a seconda di quanta affluenza ci sia (è un conto prendere il 40% dei voti con il 30% d’affluenza, un altro è prenderne il 40% con il 90% d’affluenza).  Tendenzialmente il premio di maggioranza servirà per far si che quella lista ottenga il 51% dei seggi;
  5. Soglia di sbarramento, al 5%, poiché la presenza di molti collegi uninominali incentiva già la presenza di piccoli partiti, l’obiettivo è ovviamente quello di far si che il proporzionale sia una base per i grandi partiti.

L’auspicio è che le forze politiche abbiano senso di responsabilità, non per fare inciuci come intende Mattarella, ma per approvare solamente una legge in questa legislatura.

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