Gli eroi non pretendono. Asia Argento si auto-smaschera?

di Manuel Di Pasquale.

Il nostro è un mondo in cui l’edonismo ed i valori mondani prevalgono su quelli spirituali e morali. Diciamolo apertamente: un eroe non chiede mai nulla in cambio. Batman, in tutte le saghe, che siano a fumetti o cinematografiche, per combattere il crimine non ha mai chiesto qualcosa in cambio, anzi, a volte si è trovato ad essere inseguito da una giustizia corrotta.

Questo incipit è per spiegare che una persona qualunque, quando denuncia o, semplicemente, fa emergere un mondo schifoso, non chiede fama per il suo operato. Falcone e Borsellino hanno pagato a caro prezzo il loro essere eroi e non hanno mai chiesto ospitate in programmi televisivi, perché a loro interessava cambiare il nostro paese senza sentirsi dire grazie.

Quindi, arriviamo a chi vuole essere eroina a tutti i costi: Asia Argento. Dopo 20 anni l’attrice ha trovato il coraggio di denunciare – pubblicamente a mezzo stampa, non alle dovute autorità – Harvey Weinstein, proprio quando il produttore è caduto in disgrazia e non poteva più assicurare grandi ruoli ai suoi assistiti. Diciamolo: lo star system ci ha campato con quel porcone finché sganciava i soldi, ma quando i milioni sono venuti meno, ecco che il cineasta viene messo alla gogna. Sia chiaro, io non giustifico un molestatore, anzi, tutt’altro, ma me la prendo con chi ha silenziosamente acconsentito a questo mondo sommerso, perché ha preferito fare carriera piuttosto che preservare la propria dignità.

In molti hanno accusato la signora Argento di essere in cerca di popolarità, visto che il tutto è partito quando la sua carriera da attrice era ai minimi storici. Ipotesi fondata? Può essere: gli esempi all’inizio, sia su Batman sia su Falcone e Borsellino non sono campati in aria. Asia Argento, difatti, è tornata col suo j’accuse: questa volta i “colpevoli” sono Mattarella – vittima di un “Prego” ironico, visto che il Presidente aveva ringraziato chi denuncia abusi – e gli organizzatori del David di Donatello, complici di non averla invitata alla massima manifestazione cinematografica nostrana.

Capito bene? Asia Argento pretende come se non ci fosse un domani, ma i veri eroi ci hanno insegnato che chi è nel giusto non pretende nemmeno un grazie.

“Ringrazio i David Di Donatello di non avermi invitata e nemmeno citata ieri sera. Fiera di non appartenere alla cricca ipocrita ed omertosa del cinema italiano. THE REVOLUTION WILL NOT BE TELEVISED” ha twittato la Argento.

Quello che si sa è che in questi ultimi mesi l’attrice si è reinventata paladina dei diritti delle donne.

Il declino morale di chi vuole ricostruirsi una verginità, di chi accusa 20 anni di “visione berlusconiana” come causa di discredito nei confronti dell’immagine femminile. Eppure, non mi pare che sia stato Berlusconi a costringere Asia Argento a limonare con un cane.

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