Varese: una via per celebrare la “scomoda” Fallaci in località Mercallo

di Chiara Soldani.

In un Paese spesso smemorato (quando fa comodo esserlo), Varese, inaugura una via dedicata all’Oriana nazionale in località Mercallo.

Nella mattinata di sabato 24 marzo, al cospetto della cittadinanza, il primo cittadino Andrea Tessarolo ha svelato il cartello d’intitolazione della via. Presenti il neo eletto Governatore Attilio Fontana ed il Consigliere regionale Emanuele Monti.

Lei, che di presentazioni certo non ha bisogno, è stata bistrattata in vita. Eppure oggi, a 12 anni dalla sua scomparsa, le ingiurie non trovano fine. Viziate di insulti e metaforici sputi. È questo, il prezzo da pagare per l’essere stata fortemente divisiva. Un prezzo carissimo. Come per tutti i grandi della storia: di ieri, di oggi (Putin e presunte “interferenze”, insegnano).

Difatti, le polemiche non sono mancate quando (con una delibera dell’ottobre 2017), la decisione di intitolare una via alla giornalista e scrittrice fiorentina è stata formalizzata.

“Not in my name”, recitava un triste e patetico striscione, esposto in segno di protesta. Ma “La forza della Ragione”, come titolava uno dei suoi libri più forti e segnanti, ha vinto. E da poche ore, la città di Varese può fregiarsi di questa controcorrente novità.

Controcorrente, sì. Perché nonostante la Fallaci sia stata profetica (specie riguardo all’inesorabile processo di declino della società occidentale), il suo nome ed i suoi testi sono assoluto tabù. Soprattutto gli ultimi, post 11 settembre, fanno tuttora rabbrividire i “buonisti radical chic, pro immigrazione e no borders”. Ma dando uno sguardo, anche fugace, al preoccupante status quo del nostro Paese, le parole di monito dell’Oriana, tuonano nelle orecchie: altro che “quella pazza della Fallaci”!

Ora, Varese lancia una lezione a tutta quell’Italia inetta e “smemorata”: celebrare la Fallaci, è meritato ricordo di una donna e giornalista straordinaria (la prima inviata speciale) e sana esaltazione dei nostri valori, oggi tanto denigrati.

Un plauso alla determinazione del Sindaco Andrea Tessarolo ed al Consigliere regionale Emanuele Monti, sempre presente, con quantità e qualità assolute, sul suo (e nostro) territorio.
Che Varese sia d’esempio: proprio come “quella pazza della Fallaci”.

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