La Meloni sembra dire: “Il suo discorso non vale un Fico secco”

di Chiara Soldani.

Il neo eletto Presidente della Camera, il grillino Roberto Fico, esordisce con un discorso in perfetto stile boldriniano. Se non fosse per il rispetto dei generi e la pregevole rinuncia a storpiature femministoidi, le parole di Fico sembrano essere copiate (del tutto), dal mantra dell’ex “Presidenta”.

Fortuna che, nella concitazione generale, qualcuno si sia accorto dell’allarmante déjà vu. E quel “qualcuno”, risponde al nome di Giorgia Meloni.

“Non mi aspettavo di più”: commento fondatissimo e perentorio, che poco spazio lascia a fantasiose interpretazioni. FdI ha sì votato Fico, ma ciò non toglie che la Meloni abbia pungentemente riscontrato, l’esordio del neo Presidente.

Pensavamo di esserci liberati dalla stucchevole retorica antifascista. Ed invece, pare proprio di no. Che Fico, come gran parte dei grillini (per non dire tutti), sia convinto antifascista, pro ius soli e adozioni gay, lo si sapeva già. E la sua elezione, certo avvalora la tesi “inciucio” da sempre sostenuta dal Leader di CPI, Simone Di Stefano.
L’auspicio è che il ritornello “antifà”, sia adeguatamente controbilanciato dal buonsenso della Casellati.

Da sempre distintasi con posizioni conservatrici, la neo Presidente del Senato così si espresse nel 2003:” L’Italia è piena di figli dell’eterologa perché frutto del rapporto di una donna col lattaio di turno. La scienza non deve imitare le degenerazioni della natura”. Categorica, anche riguardo le unioni civili: “Non equiparabili al matrimonio. Perché lo Stato non può far crescere un minorenne in una coppia che non sia famiglia”.

Augurando buon lavoro a tutti, per il solo bene degli italiani, auspichiamo che l’ago della bilancia, penda dalla parte giusta: quella dei sani e veri valori.

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