Contro il comunismo, viva la verità: ecco la mozione

di Chiara Soldani.

In principio fu Fiano, con la sua “Fascio-fobia”, con la “Fascio-strumentalizzazione” di chi, non ha altro cui appellarsi. Perché, come scrissi tempo addietro, “L’antifascismo è la brioche offerta al popolo”: pura ipocrisia, immensa falsità.

Nella bilancia mediatica, il piatto dell’antifascismo pende più in basso: “È questo il vero problema – dicono – il male da combattere, la nostra priorità!”. E difatti, incalzò pure Mattarella con la sua, evidentemente corta, memoria storica:”Il Ventennio Mussoliniano fu solo uno sfascio”, in sintesi il suo pensiero. Perché delle “100 opere del Fascismo”, certo meglio non parlare. Ma sul diffondere stupidi adesivi, su questo sì: è bene proferire.

Fortuna che anni fa (sul finire dei ’90), qualcuno si ricordò dei genocidi, esecuzioni extragiudiziali, carestie, deportazioni macchiate di rosso e timbrate, con falce e martello. “Il libro nero del comunismo” (“Le Livre noir du communisme: Crimes, terreur, répression”), a cura dello storico Stéphane Courtois, tracciò la funesta ed infausta storia del regime comunista: tutto dimostrato con dati numerici, inconfutabili. Oltre 100 milioni di vittime: altro che bandiere arcobaleno e “Pace”, scritta a bianchi caratteri cubitali.

Fortuna che non solo “ieri” ma anche oggi, qualcuno abbia avuto il coraggio di “scoperchiare il vaso di Pandora”. E questo “qualcuno”, è il consigliere padovano della Lega Alain Luciani.

Depositata il 26 marzo, la mozione per la messa al bando dell’ideologia e propaganda comunista, ha procurato al consigliere veneto, addirittura, minacce di morte.
Stesso gentile trattamento, venne riservato all’assessore regionale Elena Donazzan (Fi): “Ricevute minacce di morte, salta la presentazione di Foiba Rossa”. Questo, quanto accaduto il 20 marzo scorso: alla faccia della democrazia !

Il testo presentato da Luciani, rievoca (solo nella forma), quanto scritto nella legge Fiano: “Il partito comunista ha cagionato la morte di oltre 100 milioni di persone sotto il simbolo di falce e martello”. Questo, un breve stralcio.

La mozione mira ad adottare pene severe per chiunque propagandi immagini o contenuti confacenti la mortifica ideologia comunista. Secondo il consigliere leghista, bisognerebbe punire basandosi sulla riproduzione, diffusione, vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti. Ovvero, che ne richiamino pubblicamente la simbologia o gestualità, con pena aumentata se il reato dovesse avvenire per via informatica (Fb, Twitter, Instagram).

In tempi di collodiana memoria, dove tanti Pinocchio mentono e diffondono “fake news”, i pochi e coraggiosi Grilli parlanti difendono e gridano “quelle scomode verità”. In attesa di (speriamo positivi) sviluppi, un plauso al consigliere alias “Grillo parlante”, Alain Luciani.

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