Dazi Cina: Pechino chiede a Washington di cooperare

di Francesco Cirillo

La Cina chiede agli USA di revocare le misure protezionistiche volute dall’Amministrazione Trump e di ristabilire la cooperazione economica tra le due maggiori economie del mondo.

Nel frattempo Pechino farà ricorso alla Organizzazione mondiale del Commercio visto che per il Ministero del commercio cinese, in un comunicato, le misure protezionistiche statunitensi danneggiano gli interessi economici cinesi. La Cina intanto ha reagito ed ha imposto dazi su circa 128 prodotti che Pechino importa dagli USA come la frutta e prodotti suini con una tariffa doganale che arriva a quasi il 15%. Pechino ha dichiarato che queste sono contromisure ai dazi statunitensi che Trump ha imposto sulle importazioni di acciaio ( 25%) ed alluminio(10%).

Ma per molti la motivazione di Trump sul deficiti commerciale è relativamente gonfiata, non mostrando completamente le relazioni economiche USA-Cina.

Per Stephen Roach, senior fellow della Yale University Jackson Institute for Global Affairs, durante un evento organizzato a Pechino ha dichiarato che il presidente Trump esagera sulla motivazione del deficit commerciale.

Per l’esperto della Yale il grosso del deficit commerciale sino-americano proviene dall’effetto della supply chain. Ciò significa che moltissimi prodotti vengono assemblati in Cina con prodotti che vengono prodotti in altri paesi. Per Roach il deficit potrebbe venir ridotto se questa supply chain venisse riequilibrata.

Gli Usa hanno un surplus commerciale con Pechino legato ai servizi.

L’anno precedente la Cina ha totalizzato un deficit commerciale di circa 255 miliardi di dollari, con Washington maggior contributore.

L’introduzione dei dazi USA e i controdazi cinesi rischia di causare danni economici preoccupanti.

Cina: chiediamo cooperazione da Washington.

Pechino spera ancora in una cooperazione con Washington. Per il Ministero cinese del commercio la Cooperazione tra le due maggiori potenze rimane l’unica strada possibile da percorrere visto che per diverso tempo la collaborazione tra Washington e Pechino ha portato ad ottenere benefici sia per l’economia statunitense sia per quella cinese.Per Long Guoqiang, vice direttore del centro di ricerca sullo Sviluppo del Consiglio di Stato, uno scontro commerciale è inevitabile se non verranno colmati gli attriti con un dialogo costruttivo

Justin Yifu Lin, preside dell’Istituto per le nuove economie strutturali dell’Università di Pechino, afferma che i consumatori statunitensi supporteranno i dazi del Presidente Trump e che questi non faranno cambiare la domanda e gli USA continueranno ad importare anche dal Vietnam o dall’India o da altre nazioni dove i prezzi dei prodotti importati sono già alti. Questo, conclude Lin, farà pagare di più gli stessi prodotti.

Per ora, come accennato all’inizio, la Cina ha risposto imponendo dazi su prodotti che Pechino importa dagli USA come la carne di Maiale ed altri prodotti alimentari. Le contromisure cinesi sono state approvate dopo quelle americane sull’acciaio e sull’alluminio rispettivamente al 25% ed al 10%. La Cina si è rivolta al WTO per risolvere la controversia. Ci attendono diversi mesi o anni di guerre commerciali a suon di dazi, l’Europa è esclusa, per adesso.

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