Quale futuro per questa Europa?

di Marco Di Lecce

 

L’Europa rappresenta i “poteri forti”, che dominano nettamente sulla potestas dei singoli stati nazionali. Su questo ormai nessuno ha dubbi.
Profondi dubbi ci sono invece in merito al futuro dell’Europa stessa. Le posizioni sono molto divergenti; si passa dall’europeismo ultraconvinto alla più marcata critica alla UE.
Soffermandoci un attimo sul passato, quando l’Europa venne fondata, dobbiamo citare i Trattati di Roma e Parigi, che negli anni ’50 del 1900 posero le basi dell’attuale Europa.
L’apporto dei cristiano-democratici De Gasperi, Schumann e Adenauer fu determinante.
Si usciva da un periodo lacerante di guerra, che causò milioni di morti in tutta Europa. Il pensiero di una Europa unita doveva servire in primis ha garantire la pace sul Vecchio Continente, è così fu.
Secondariamente, si voleva costituire un mercato unico, in cui merci, persone, capitali e imprese potessero circolare liberamente. Anche tale obbiettivo venne raggiunto ( seppur più da un punto di vista formale che sostanziale ).
In terzo luogo, si volle costituire un’Europa unita in chiave politica, con istituzioni comunitarie democraticamente elette dagli europei, senza sopprimere le singole nazionalità. Ebbene, su questo terzo punto molto ci sarebbe da dire. Da un lato, le istituzioni europee hanno, in parte, smarrito lo spirito originario che diede vita al pensiero comunitario; dall’altro, sempre più persone manifestano rabbia e insoddisfazione verso le istituzioni comunitarie stesse.
Io sono convinto che l’Europa sia il futuro, perché dovrebbe servire ad amplificare la potenzialità dei singoli stati membri nel contesto globalizzato. Purtroppo, attualmente, così non è. Infatti predominano ancora i nazionalismi: ogni stato membro cerca di fare i propri interessi, anziché ragionare in ottica del benessere comune. Finché tali nazionalismi persisteranno, l’Europa sarà fragile e pertanto i problemi di oggi rimarranno.
Occorre iniziare a considerare l’Europa come una grande famiglia, in cui, nonostante le differenze e le divergenze, si cerchi di trovare punti di incontro per tenere la famiglia unita.
Per garantire il perseguimento di tale obbiettivo, è imprescindibile la necessità di ritornare ai valori originari cristiano-giudaici e liberali; perché se connotiamo l’Europa soltanto sotto criteri economico-finanziari, non ci potrà mai essere Unione stabile.

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