Beirut vuole una “Entente Cordiale” con Parigi e con il mondo

di Francesco Cirillo.

Al margine della conferenza internazionale avvenuta nella capitale Francese, promossa dal capo di stato transalpino Emmanuel Macron, il governo Francese ha promesso di inviare al governo libanese di Saad Al-Hariri circa 550 milioni di euro per supportare le riforme economiche che il paese dei cedri dovrà affrontare nei prossimi anni. Il Libano è sull’orlo di una tracollo economico dopo le continue crisi politiche e socio-economiche che hanno colpito le istituzioni libanesi. La Conferenza dovrebbe autorizzare i partner della comunità internazionale ad elargire una somma che si aggiri intorno ai 7 miliardi di dollari. La somma consentirebbe a Beirut di attuare quelle riforme necessarie per garantire stabilità economica al paese. Ma sia Parigi che molti donatori si domandano: ma i finanziamenti che manderemo a Beirut non finiranno nelle casse di Hezbollah?

Ad oggi Hezbollah è penetrata in profondità nelle istituzioni del Libano, anche grazie alle sue milizie ben addestrate e capaci di controllare alcune città del Libano meridionale e alcuni quartieri della capitale libanese. Hezbollah è riuscita ad infiltrarsi anche nella Banca Centrale del Libano, riuscendo a prendere il controllo de facto di una delle maggiori istituzioni finanziarie del paese.

L’Unità 900 – i servizi segreti di Hezbollah

Per gli occidentali i soldi dovrebbero servire al Libano di rafforzare le sue istituzioni e le sue forze armate, estromettendo Hezbollah da ogni circolo di governo. Ma molti servizi segreti dell’occidente hanno esplorato, prima della Conferenza, il terreno scoprendo che Hezbollah dispone di un suo servizio d’intelligence personale, denominata Unità 900. Questa unità ha il compito di raccogliere prove ed informazioni e di infiltrarsi nelle istituzioni finanziarie e governative di Beirut. La Unità 900 ha decine di informatori in tutti i livelli dell’amministrazione pubblica, fino a giungere alle orecchie del Presidente libanese Michel Aoun e del primo ministro Saad Hariri. Con questa formazione di intelligence il segretario di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha il vantaggio di conoscere in anticipo le decisioni prese dallo stesso Capo dello Stato libanese e dal capo del Governo. In Libano la corruzione è presente in tutto il paese, dal pubblico al privato, per tentare in qualche modo di eliminarla Beirut ha necessità dei 6-7 miliardi di dollari, ma molti sono scoraggiati dalla possibilità che la somma rischi di finire nelle casse di Hezbollah e della Unità 900.

La Francia finanzierà le forze armate Libanesi e l’Italia supporta l’iniziativa

Per limitare un possibile influenza di Hezbollah sulle forze armate libanesi Parigi ha stanziato da inizio marzo circa 14 milioni di euro per rifornire di armamenti le truppe libanesi, per addestrare i militari di Beirut e consolidare la cooperazione militare franco-libanese, sostegno che arriva anche dall’Italia e dal mondo, come manifestato nella conferenza tenutasi a Roma il 15 marzo scorso, alla Farnesina. Oltre al pacchetto di 14 milioni, Parigi ha attivato una linea creditizia di circa 400 milioni di euro per supportare le forze armate libanesi.

Ma il Libano rimane in una situazione precaria dove la stabilità politica del governo di Hariri si regge sull’appoggio parlamentare dello stesso Partito di Dio, complicando sempre di più la situazione. Non pochi i problemi per Hezbollah, visto il suo ruolo attivo nella guerra civile siriana a sostegno del Presidente Bashar Al-Assad.

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