Russia e Ungheria: democrazie liberali?

Di Marco Di Lecce

Le vittorie schiaccianti di Putin e Orban fanno molto clamore.
I media occidentali parlano molto di questi due leader politici, sovente in modo tanto negativo quanto falso e strumentale.
In questo articolo desidero fare una breve riflessione su un tema: Russia ed Ungheria sono democrazie liberali?

Occorre fare una distinzione concettuale, onde evitare di creare confusione.
Per quanto riguarda l’aspetto della democrazia, Russia ed Ungheria possono essere considerate ordinamenti statuali democratici. Infatti, da un punto di vista formale, questi due paesi non hanno certo la connotazione di un regime dittatoriale. Da un punto di vista sostanziale invece, bisogna essere cauti, poiché Russia e Ungheria sono due paesi i cui governi sono notevolmente autoritari e presenti nella vita sociale della comunità; qui è una questione di sottilissime sfumature, non definibili in modo perentorio e aprioristico.

Per quanto riguarda invece il secondo concetto, ovvero la domanda se Russia e Ungheria siano paesi liberali, bisogna essere categorici.

Se pensiamo al liberalismo identificato nella teoria di Nozick dello “stato minimo”, l’organismo statuale dovrebbe occuparsi esclusivamente della tutela dei diritti individuali e del rispetto delle leggi dell’ordinamento. Si fa riferimento anche ad un altro grande pensatore liberale, Locke, il quale sosteneva la cosiddetta tripartizione d potere pubblico in legislativo, esecutivo e giudiziario, in un sistema di controllo reciproco, finalizzato alla limitazione del potere statale stesso.
In base alle teorie illustrate, Russia e Ungheria non possono essere considerate pienamente liberali, in quanto tali teorie non sono applicate e, come detto in precedenza, lo stato ha una presenza eccessiva nella vita pubblica.

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