Boldrini e Asia Argento: una coppia “da paura”

di Chiara Soldani.

“Chi si somiglia si piglia”, dice un detto popolare. E, difatti, Asia Argento e Laura Boldrini fraternizzano. Anzi, “sorellizzano”. Rimembrando le “presidentesche” linguistiche battaglie, lungi da noi la censura per sessismo.

Accantonata (ma solo per un attimo e solo in apparenza), la questione “razzismo”, ultimamente sta prendendo (un brutto) piede, la guerra femminista: tanto “social network” quanto “real life”.

E così, l’eroina del #metoo e la paladina della (appunto) boldriniana risorsa, rilasciano a “La Repubblica” un’intervista: sgrammaticata, ridicola, inopportuna.
ll chiostro di Palazzo Valdina, lo sfondo dell’ipocrisia. Convenevoli frivoli e “finalmente”, la chiacchierata: recitazione e grande bugia.

Perché questa moderna declinazione femminista, è arbitrale odio verso l’uomo. È condanna in assenza di processo. E protesta, in mancanza di denuncia. Così, il nuovo asse “argento-boldriniano”, volerà negli States per rappresentare l’Italia al summit della “Women in the World Foundation”: al peggio, non c’è mai fine.

L’ex “Presidenta” tesse le lodi dell’amica (o meglio, Kompagna), Asia Argento:” L’anima guerriera della giovane donna – dice – che ha coraggiosamente denunciato il sistema marcio che sarà una piaga purulenta”.
Già: “piaga purulenta”. Quella che polemiche stupide e idiote battaglie, rendono sempre più estesa ed infetta. E che certo, personaggi (anzi, “personagge”) quali Boldrini ed Argento, non possono che far acutizzare.

Stride, come una frase inopportuna, la gogna mediatica che sta colpendo Elisa Isoardi. Rea di essere non femminista, colpevole di amare “il Salvini Matteo”. Dalla famosa intervista ad “Oggi”, dove la conduttrice si diceva “Orgogliosa dei successi di Matteo, ma per amore starò nell’ombra”, la femminea ferocia rincara la dose. Eh sì: stirare camicie (da uomo, per giunta), é cosa grave. Retrograda, sessista. Perché la sempre raffinata e mai faziosa Lucarelli, ricorda a Isoardi e noi tutte che “Siamo nel 2018, diamine !”. E allora, donne, che stirassero i vostri fidanzati, mariti o compagni! Magari, come brillantemente suggerito dal sempre brillante Tommasi Saverio  “Sorseggiando un buon Aperol”, sdraiate sul divano.

Starnazzante delirio, avvilente cretineria. Perché “essere nel 2018”, non significa certo “sovvertire buonsenso e valori”. Perché stirare una camicia o preparare la cena, non è sessista angheria. Ma libertà: di agire e sentire, verso l’uomo che si ama.

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