Sumaya Abdel Qader e Isoardi: il caso che infiamma le femministe.

Di William Grandonico

Ormai è risaputo sia sul web sia sui giornali, della questione della showgirl Isoardi e del consigliere comunale di Milano Sumaya Abdel Qader.

 

Venerdì sera, la compagna del leader della Lega Salvini, ha avuto il piacere di condividere, scherzosamente, una sua foto mentre è intenta a stirare una camicia da uomo. Nella didascalia della foto ha scritto: “Un venerdì sera da leoni”. Subito su internet e sui social è scattata la guerra tra chi l’ha addirittura accusata di inchinarsi a una strana questione patriarcale e chi, come il consigliere PD di Milano, Sumaya Abdel Qader, si è fatta scattare una foto mentre legge un libro e si fa stirare il suo velo dal marito.

Sumaya, di religione islamica, nella didascalia ha scritto:”#Isoardi #PrendiAppunti”. Un gesto, quello del consigliere PD che da voce a tutto il popolo di internet e che vuole lanciare un appello a chi, invece, crede che la religione islamica sia solo patriarcato. Interessante, sembrerebbe!

Una bella provocazione quella di Sumaya Abdel Qader

Tante le femministe che hanno urlato allo scandalo in merito alla questione legata al post della Isoardi, ma nessuno che ha speso una parola in merito alla donna con il velo seduta sul divano a leggere un libro, mentre indica al marito di stirarle il velo.

Le femministe, il web e i consiglieri PD, decidono di urlare allo scandalo solo quando si mostra la realtà di quello che accade quotidianamente in una famiglia tradizionale. Ness

 

uno mai osa alzare i toni per questioni di violenza legate a culture diverse. (Non sia mai!)

Che sia l’uomo o che sia donna a cucinare, lavare o stirare, a molti, non interessa. Alla società occidentale, cristiana ed evoluta, interessa che le femministe radical chic evitassero di contestare la pacifica realtà familiare, e alzassero la voce contro quelle culture che obbligano le donne a stare chiuse in casa e lasciarsi violentare dagli uomini.

Care femministe radical chic, credo che sia ora di indignarsi con le culture retrograde, con le culture che non permettono alla donna di uscire liberamente di casa e di vivere nella libertà di un paese evoluto. In questi casi bisogna protestare. Basta alzare i toni quando si vede la normalità di una semplice vita familiare.

Che sia uomo o che sia donna non è quello il problema. I problemi seri sono altri. Femministe, svegliatevi!

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