Cronaca della nostra democrazia malata

di Paolo Muttoni.

Le vicissitudini di questi giorni ci confermano una volta per tutte, come se non ce ne fosse bisogno, che la nostra democrazia è in crisi. Democrazia che non è malata a causa dello spauracchio “fascista”, che certa sinistra continua a propugnare, che vuole riprendere il potere ed instaurare una dittatura: fake news, per usare un termine caro ai benpensanti.

Per quale motivo la democrazia è malata? Basta partire dal leggere la Costituzione dal principio (Art. 1 “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione”). Solo leggendo, si capisce come in questo momento la costituzione non sia applicata. “La sovranità appartiene al popolo”, bene, abbiamo votato da quasi due mesi e non abbiamo ancora un governo, nonostante una chiara vittoria politica del centro-destra che ha distanziato i 5 stelle di quasi 5 punti percentuali. E qui, qualcuno potrebbe dire: “Eh ma siamo in una repubblica parlamentare e decide il presidente della repubblica e non siamo in una repubblica presidenziale”. Bene, ha ragione, perché il primo sintomo della malattia è proprio la forma parlamentare che non garantisce la stabilità e continuità di governo e che clamorosamente disattende l’articolo 1. Infatti in queste elezioni dei chiari sconfitti come il PD (usciti dalle urne con un il 19%) potrebbero ritrovarsi al governo alleati con i 5 stelle. Dove sarebbe la sovranità popolare in questo caso?

Altro articolo della nostra costituzione che si sta tendando di non applicare è il 13: “Il domicilio è inviolabile”. Uguale: se uccido un ladro che mi è entrato in casa mia alle tre di notte è legittima difesa. Anche perché , in base alla legge attuale, il rapinato deve avere una reazione proporzionata al delinquente, il che è pazzesco.

Art 21. Si parla della libertà di espressione, ora non sto insinuando la presenza di una censura statale in Italia, però la stampa e le televisioni non sono completamente libere di fare ciò che vogliono. Ad esempio in questi ultimi giorni si sta parlando del caso dei 3 giornalisti di Rete 4 (Del Debbio, Giordano, Belpietro) ai quali sono stati interrotti i programmi da parte di Mediaset: ufficialmente per i pochi ascolti, realmente perché sono ritenuti responsabili dell’ascesa di Lega e 5 stelle. Anche la stampa cartacea sembra subordinata agli editori che la finanziano: basti pensare all’inchiesta dell’espresso su dei presunti conti segreti di Salvini. Guarda un po’, uscita poco dopo l’exploit di quest’ultimo alle elezioni. Potrei continuare cosi e trovare ancora ¾ di costituzione inapplicata.

Democrazia malata, in concreto, perché una certa parte politica non ha la percezione della reale situazione, al limite del disastroso, in cui il paese versa. Politica che pensa alle politiche dei veti e dei forni da aprire e chiudere, con il leader del primo partito italiano che dice “O io premier oppure nessuno”, quando purtroppo non funziona cosi. Purtroppo Di Maio, dico purtroppo per gli elettori dei 5 stelle che li hanno votati pensando in un reale cambiamento del paese e che questi ultimi fossero veramente la soluzione a tutti i loro problemi. 5 Stelle che sono l’effetto collaterale della nostra malattia, un partito senza capo né coda che cambia idea ogni quarto d’ora, con all’interno delle contradizioni spaventose e clamorose, che nonostante ciò ottiene il 32%. Democrazia malata anche a causa di un pezzo del centro-destra che negli ultimi anni ha avuto il mano le chiavi del governo, e nonostante ciò non è riuscito a dare una svolta al paese.
Democrazia malata perché la maggior parte della nostra classe dirigente ha i capelli bianchi, causa del buco generazionale che si sta creando e che rischia di franarci clamorosamente addosso tra qualche anno.
Spetta alla classe politica attuale cambiare le cose, applicando semplicemente la nostra costituzione, che è imperfetta e va sistemata, ma che al momento è l’unica garanzia.

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