Il pericolo di un governo M5S-PD

di Umberto Marsilio.

Sono giorni decisivi per l’Italia. Sono ore decisive per la politica italiana. Le elezioni in Molise di ieri hanno visto prevalere il centrodestra ma, come a livello nazionale, il Movimento 5 stelle si riconferma come la lista più votata. Non è male ripetere che sarebbe necessaria una modifica in senso maggioritario della legge elettorale, il penoso Rosatellum, con premio di maggioranza, purtroppo, per il momento, pare molto improbabile che ciò avvenga.
Tuttavia, le elezioni in Molise non testimoniano niente di nuovo se non quello che già sappiamo riguardo alla forza elettorale, e quindi parlamentare,di partiti e coalizioni politiche che, come in Molise, seguono lo stesso schema, o rappresentazione, a livello nazionale.
Dal 4 Marzo ad oggi son passati 50 giorni.
50 giorni di trattative e consultazioni tra Matteo Salvini, leader de facto del centrodestra , e Luigi Di Maio, candidato Premier e capo politico del Movimento 5 stelle.

In questi 50 giorni, oltre a due serie di consultazioni dal Presidente Mattarella, abbiamo già avuto, e si è concluso con un nulla di fatto, un mandato esplorativo ai fini della ricerca di una maggioranza, come prassi, alla Presidente del Senato, la forzista Maria Elisabetta Alberti Casellati. La maggioranza sarebbe dovuta nascere, secondo le previsioni, tra il centrodestra e il Movimento 5 stelle, ma ciò, per ora, non è accaduto.

Le elezioni non sono affatto dietro l’angolo, anche perché è da escludere che si torni al voto entro l’anno, se si dovesse tornare al voto è probabile che ciò accada non prima della Primavera del 2019.

Quindi un Governo si dovrà fare.

Oggi, con molta probabilità, sempre secondo la prassi, Mattarella affiderà un secondo mandato esplorativo al Presidente della Camera, il grillino Roberto Fico. Quest’ultimo è sempre stato un rivale, nonché alter ego, di Luigi Di Maio, e uno sbocco alla crisi con una soluzione e quindi un incarico a Fico, non fa che preoccupare Di Maio, e non poco.

Ciò che preoccupa più delle beghe interne ai 5 stelle, è l’ipotesi, non priva di fondo, che si possa arrivare ad una soluzione di accordo tra il Movimento 5 stelle e il Partito Democratico.

Salvini, in quanto leader del centrodestra, dovrebbe tener molto presente che i democratici non sono affatto tutti uniti nella linea astensionista di Renzi, e, se Mattarella dovesse far pressioni sui democratici affinché si accordino con Di Maio, quest’ultimo non avrebbe altra scelta, e sarebbe costretto a vedersi sciupare la poltrona di premier proprio dal rivale storico, Roberto Fico.

Se oggi, proprio in queste ore, lo stesso Di Maio ha lanciato un ultimo appello a Salvini affinché non chiuda ad un accordo, è proprio perché teme lo scenario appena descritto, uno scenario a cui non potrebbe sottrarsi, viste le pressioni del Colle e l’urgenza di un nuovo Governo, nessuno nella sua stessa situazione.

Si può e si deve dire che un Governo tra penta stellati e democratici, nonché con l’appoggio di Liberi e Uguali, sarebbe un disastro per l’Italia.

Le politiche sull’immigrazione non sarebbero più all’ordine del giorno, lo Ius soli sicuramente verrebbe approvato, così come matrimoni e adozioni per gli omosessuali, legalizzazioni di droghe leggere, misure assistenzialiste in economia e, per le coperture, tassazioni più elevate. Uno scenario da evitare assolutamente per il nostro paese, e si può evitare trovando, a tutti i costi, un accordo tra il centrodestra e il Movimento 5 stelle.

Ci pensi bene Salvini, e ci pensi bene anche e soprattutto Berlusconi: hanno il dovere di scongiurare tale pericolo e di trovare un compromesso, per il bene dell’Italia.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *