Attento Salvini: la macchina del fango è già in moto

di Paolo Muttoni.

Sono passati ormai 50 giorni dalla tornata elettorale e l’unico governo all’orizzonte, infaustamente, pare essere quello Movimento 5 stelle – Partito democratico, che sarebbe una sciagura per il nostro paese.

Le elezioni non ci hanno portato in dote solo questo stallo istituzionale ma anche il nuovo assetto politico di cui si è tanto discusso e su cui sono state scritti tante lettere e dette tante, forse troppe, parole. Ma ci hanno portato in dote una “epurazione giornalistica” (se cosi vogliamo chiamarla) da parte di Mediaset, e di una macchina del fango che sembra stia partendo contro Matteo Salvini.

Ma andiamo con ordine: poco dopo le elezioni è subito circolata la voce dello stop delle trasmissioni di Rete 4 “Dalla vostra parte” e “Quinta colonna”, dirette rispettivamente da Belpietro e Del Debbio. Secondo i dirigenti Mediaset la loro colpa sarebbe di non mantenere un livello di share tale da rendere la loro messa in onda una priorità. La verità ufficiosa, invece, pare essere il loro stampo troppo “populista”. Secondo le TV di Berlusconi, infatti, l’exploit di Di Maio e soprattutto di Salvini è dovuto a trasmissioni come queste, insomma a Mediaset pensano di avere dei lupi nel recinto.

“Dalla vostra parte” è stato subito bloccato e sostituito con un talk show stile “Otto e mezzo”, senza piazza e collegamenti, ma con continui lunghi e nulli ragionamenti, senza affrontare i problemi veri dei cittadini. “Quinta colonna” pare verrà bloccato a breve. Un altro, grandissimo, giornalista italiano pare ne farà le spese: sto parlando di Mario Giordano, l’autore di numerosi libri che denunciano gli sprechi di una classe dirigente sempre più lontana dal paese reale e che rischia seriamente di schiantarsi al suolo provocando danni ancora maggiori.

L’epurazione dei 3 pare essere solo l’inizio di una macchina del fango che sta per partire contro uno dei vincitori delle elezioni, Matteo Salvini, poiché Di Maio pare si stia allineando al piattume della classe dirigente.

Gli attacchi contro Salvini sono partiti qualche settimana dopo le elezioni, tramite un inchiesta dell’Espresso, che svelava come il leader della destra italiana avesse fantomatici conti milionari in Svizzera e nei paradisi fiscali. Epocale è stata la risposta di Salvini che in un video si è messo a cercare i milioni nelle tasche dei pantaloni. Inchiesta che voleva anche mettere in luce come la Lega fosse piena di debiti e prossima al fallimento, inoltre il bel faccione è stato spiaccicato a tutta pagina in bianco e nero con una bella scritta gialla, in modo tale che la gente potesse vedere ed essere colpita solo da quella.

Dopo questo primo attacco, siamo passati a degli attacchi in rete. Stavolta, pare che Salvini sia legato a Berlusconi da loschi interessi, anzi come molti dicono sarebbe “sotto ricatto” per delle fideiussioni e finanziamenti concessi da Berlusconi al Carroccio per salvarsi dal fallimento; anche qui la risposta la lascio immaginare.

Il punto però non sono gli attacchi ma il tentativo di screditare un leader che ha fatto crescere il proprio partito del 13% in pochi anni, a discapito dell’alleato Berlusconi che ha perso ben 10 punti percentuali. Informazione italiana che, ancora una volta, si dimostra sottomessa ai soliti noti e di non essere libera.

Tuttavia questi attacchi hanno portato la Lega di Salvini al 23%, cioè pare che tutto questo stia sortendo l’effetto contrario. Se poi ci aggiungiamo che il Movimento 5 Stelle sta per tradire un popolo, che pare essere pronto ad abbracciare la Lega, un ipotetico 30% non pare essere un miraggio.

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