La Siria post-bellica secondo Mosca e Teheran

di Francesco Cirillo.

La guerra civile sta per volgere al termine? Difficile prevedere quando le forze militari in campo metteranno fine agli scontri, ma le maggiori potenze, che supportano i principali schieramenti, si stanno già mobilitando per disegnare la nuova cartina geopolitica della Siria post-2011. Mosca e Teheran, assieme ad Ankara, si sono già mobilitati

Se Bashar Al-Assad resta saldamente a capo della Repubblica Araba di Siria e del suo apparato statale e militare, deve fare i conti con Mosca e con Teheran. I due paesi si sono spesi sia in campo diplomatico e che su quello militare, schierando forze belliche e risorse per supportare le operazioni militari di Damasco. Se ad aprile 2018 Damasco controlla quasi tutto (fatta eccezione per il nord-est controllato dai curdi ed il Nord controllato da Ankara e dai ribelli) del territorio siriano, Assad ha dovuto concedere campo libero a Teheran, che sta costruendo e schierando uomini e mezzi militari in tutto il territorio controllato dai governativi siriani. Anche Mosca ha “obbligato” Damasco a far utilizzare le sue maggiori installazioni militari nel paese. Tartus,principale base navale russa fuori dalla Federazione, e la base di Hmeimim nei pressi di Latakia hanno suggellato il principale target politico-militare di Mosca: proteggere le sue installazioni militari nel paese per avere una proiezione militare e geopolitica forte nel Mediterraneo orientale ed in quello centro-orientale. Mosca ha interesse a spingere nel campo diplomatico per far concludere in fretta il conflitto, anche spingere Damasco ad accettare una futura spartizione del paese in zone di influenza per giungere alla creazione di un nuovo stato siriano con un assetto federale. Per ora Damasco sembra accantonare questa strategia, anche Teheran è conscia del fatto che la Siria pre-2011 non potrà essere ricostituita nuovamente.

Assad si trova stretto anche dai suoi più fedeli alleati che lo hanno aiutato fino ad oggi e capisce che il trio Russia-Iran-Turchia si stanno mettendo d’accordo per spartirsi in zone il paese. Il Presidente di Damasco capisce che prima o poi i russi e gli iraniani lo obbligheranno ad accettare una riorganizzazione totale dello stato siriano transitando da un assetto di governo unitario ad una federale dove i curdi-siriani avranno maggiore autonomia, unica possibile richiesta per ritornare sotto una de jure giurisdizione di Damasco, ma solo a guerra finita. Incognita per le zone ribelli filo-Ankara di Idlib, dove i turchi hanno in mente di creare uno stato siriano settentrionale filoturco che faccia da cuscinetto contro la presenza curdo-siriana. Per ora sono soltanto ipotesi ma la fine della guerra ci dirà quale sarà il futuro del paese. Il processo di Balcanizzazione della Siria è iniziato.

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