I mercati rionali e una tradizione che sta scomparendo

di Leandro Castelli.

In Italia c’è una lunga tradizione dei mercati rionali che, con i centri commerciali, l’alta pressione fiscale e restrizioni come la direttiva Bolkestein, sta sparendo.

Il problema non è che stanno scomparendo fisicamente, per adesso, ma la qualità del prodotto venduto sta scemando: fino a dieci anni fa il mercato aveva diversi tipi di banchi, da alimenti di ogni genere ad abbigliamenti di vari tessuti, ma con l’aumento dei costi o varie restrizioni degli ultimi anni, viene agevolata questa estinzione.

Il titolare di un posto al mercato che lavora da 20/30 anni è costretto a vendere la sua licenza, non riuscendo a coprire i costi e, quindi, permettersi una vita dignitosa.

La conseguenza è che vendendo il posto alla prima occasione ad altre persone che, per la maggior parte sono stranieri, non hanno un minimo di cultura dei mercati e quindi vendono prodotti di bassa qualità, per la maggior parte non sono prodotti italiani, i clienti non soddisfatti vanno nei supermercati e centri commerciali facendo perdere possibili clienti ad ambulanti onesti che sono al mercato da una vita e che hanno investito centinaia di migliaia di euro.

L’effetto della vendita delle licenze ai primi offerenti ha fatto in modo che si creasse un circolo vizioso, che potrebbe portare alla completa estinzione dei mercati rionali.

Il mio appello va ai politici che durante la campagna elettorale hanno parlato poco o nulla dei piccoli mercati, solo il centro-destra ha avuto nel programma l’abolizione della Bolkestein e spero che, sia a livello regionale che a livello nazionale, si batta per far continuare una tradizione che contraddistingue l’Italia.

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