Caso Sergio Bramini, Salvini: “La Lega è con te”

di Paolo Muttoni

Il caso dell’imprenditore Sergio Bramini sta diventando di domino pubblico.
Chi è: imprenditore della zona di Monza, nel 2011 è stato spinto a dichiarare il fallimento al tribunale.
Lavorava nel settore dello smaltimento dei rifiuti, principalmente con la pubblica amministrazione, grazie a ciò vantava un credito di quasi 4 milioni di euro nei confronti dello stato italiano, ipotecò la casa prima e gli uffici aziendali poi per un totale di 1 milione di euro.
Lo stato però continuò a non pagare e l’azienda vide la propria liquidità diminuire.
Paradossalmente il signor Sergio vide passare la sua posizione da Creditore dello stato a Debitore dello stato stesso e delle banche. Il fallimento dell’azienda fece precipitare la situazione, poiché il passo successivo fu l’esproprio della casa.
L’esproprio è stato inizialmente fatto slittare ai primi di maggio. In quella data davanti alla casa di Sergio si sono radunate centinaia di persone tra cui due senatori pentastellati (Corbetta e Gianluigi Paragone) ed un deputato leghista (Andrea Crippa). A quest’ultima è anche venuta l’idea di spostare il proprio domicilio parlamentare per fermare l’esproprio (poiché è incostituzionale espropriare la casa in cui un parlamentare lavora ndr) .
Tentativo fallito poiché, puntuali, sono arrivati gli ufficiali giudiziari e la polizia che sono entrati in casa, determinati ad effettuare lo sgombero, nel frattempo all’esterno della casa la folla si stava agitando, pronta a fermare questa giustizia immonda.
All’interno della casa sembrano cominciare le operazioni di sgombero con bramini ed i parlamentari che minacciano di farsi portare via in manette, ma una telefonata del prefetto ferma tutto. La polizia ha deciso, per motivo di ordine pubblico, di far slittare tutto al 18 maggio.
Qualche giorno dopo , dalla Festa di Grumello della Lega, lo stesso imprenditore fa sapere che gli è già stato detto che il 18 maggio la zona sarà chiusa per evitare l’afflusso di gente che ci fu la volta precedente, il Leader del Centro-destra si è subito detto pronto a “Passare” in via Sant’Albino 22 Monza.
Storia raggelante , che è l’emblema di uno stato moribondo in cui non esiste più un controllo delle istituzioni.
Stato in cui si può, tranquillamente, occupare una casa senza incorrere in particolari o gravi reati, di contro un imprenditore rischia di essere trascinato fuori dalla sua casa ipotecata, fiducioso di ricevere i 4 milioni che lo stato gli deve.
Stato che non ha più il controllo di alcune zone del paese, e che fa la voce grossa con un povero imprenditore fallito per colpa dello stesso stato.
Emblematico , dal punto di vista politico, chi è vicino all’imprenditore (Lega e M5s), poi molti “intellettualoni” e politici si chiedono perché ci siano zone in cui questi movimenti hanno quasi il 40%.
Lungi da me essere sostenitore dei pentastellati,  però in questi casi talvolta si dimostrano vicini ai cittadini e pronti ad aiutare, così come la Lega che si conferma il partito dei territori e della gente.
Indecente che in questa storia le più alte cariche dello stato non abbiano proferito parola. Purtroppo le alte istituzioni non hanno capito che continuare a furia di tirare la corda prima o poi si spezza.
Se Sergio Bramini il 18 maggio dovesse essere portato via con la forza dalla sua casa, tutta questa immonda ed indecente scena potrebbe essere tranquillamente definita il “Funerale” dello stato italiano.

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