Di Maio, i forni chiusi e nemmeno un microonde per scongelare

di Chiara Soldani.

” E parlar di surgelati rincarati”, cantava Battisti nel bellissimo brano “Perché no”. Già, surgelati: come le ipotesi di governo e prospettive di futuro, sabotate dal  “petit homme” di Pomigliano. Il suo Ego (come già scrissi, tempo fa) lievita a discapito di Italia, buonsenso, pragmatismo ed elettori. Il giochino, fra le mani di “Luiggì”, è un semplice puzzle che spaccia per cubo di Rubik.

“I forni sono chiusi e neppure un microonde per scongelare”. Siamo noi, oltre che Battisti, a parlare (irritati, stufi, nauseati) di “surgelati rincarati”: dal tempo che passa, dal narcisismo del “petit homme”: che preferisce far polemica e porre veti, piuttosto che agire da (presunto, fantomatico) leader.

Lontani i tempi in cui sembrava “il ragazzo perbene, incravattato, volitivo e verginello politico”: oggi Di Maio è spocchiosità infantile mista ad impudenza da premio Oscar. A “Porta a porta”, un grande show: capricci mocciosi, il collaudato repertorio d’accuse, le manie persecutorie da “Dio sceso in Terra”.

In questi due mesi, Di Maio ha inscenato una disponibilità al dialogo con Salvini, aperto una pre-trattativa col PD (rinnegando, strano a dirsi, le feroci affermazioni di renziana memoria), cambiato nuovamente idea circa Atlantismo, Europa “e altri disastri”: ah, cosa non si fa per governare! Come la volpe che taccia l’uva d’essere acerba, il “petit homme” sbraita ad oltranza. Sbattendo, metaforicamente, i pugni contro il tavolo: ad oggi, non siede ancora sull’agognata poltrona. Ma anche sul trono più elevato del mondo, si è pur sempre seduti sul proprio (diciamo) “posteriore”: peccato che Luiggino non abbia letto Michel de Montaigne!

Tanto fumo e niente arrosto. La matrigna Europa, scandisce il tempo che passa (“tic, tac…ci vuole stabilità!”). L’Italia più orgogliosa e fiera, teme l’ennesimo governo tecnico (“Di nuovo? Ancora? E che abbiamo votato a fare?”). Unica piccola certezza, nel mare magnum dei “perché e percome”, è l’appuntamento di lunedì 7 maggio. Nuovo giro di consultazioni, dalle ore 10,00 alle 18,00. Uscita dal pantano o solito “impasse”? Per dirla alla Lorenzo de’ Medici: “Chi vuol essere lieto, sia: di doman non c’è certezza”.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *