Globalizzazione: un bene o un male?

di Marco Di Lecce

La globalizzazione è un dato della realtà.
Alcuni la dogmatizzano, altri la demonizzano. Io credo che la globalizzazione sia uno strumento, che può essere usato bene o male.
A riguardo, la politica svolge un ruolo determinante. Il governo infatti dovrebbe agevolare i dinamismi propri della globalizzazione, senza trascurare gli interessi strategici del paese.
Viviamo in Italia, uno stato famoso in tutto il mondo per cibo, arte, moda e paesaggi.
Tali risorse devono essere sfruttate al meglio, e la globalizzazione può amplificarne molto la capitalizzazione, nell’interesse degli esercenti privati e dello stato.
La politica deve tenere le tasse basse e ridurre la “selva selvaggia” della burocrazia, per attrarre capitali esteri e allo stesso tempo incentivare le aziende italiane a esportare i propri prodotti in tutto il mondo, attaccando la concorrenza scorretta di chi falsifica il “made in” italiano.
Purtroppo, logiche burocratiche e stataliste bloccano la dinamicità del mercato italiano, rendendolo sempre più debole e rigido ed allo stesso tempo più isolato rispetto al resto del mondo. In tal modo, ovviamente e palesemente, la globalizzazione diventa un fattore negativo, in quanto vede l’Italia paese perdente.
La mia speranza è che si possa fare una autentitica rivoluzione liberale, per rendere il nostro paese sempre più competitivo nel mondo.

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