Pamela Mastropietro: l’ultimo saluto

di Chiara Soldani.

“Ho una bianca da stuprare”, disse Oseghale “Innocent” (che tale si proclama, tuttora, ma che “Innocent” non è) ad Awelima, nelle intercettazioni choc emerse nelle ultime ore. Si aggiunge  violenza (macabra), squallore (immane), barbaria (disumana): Pamela è vittima del vero volto di questa “cultura” tribale, cruenta, cannibale. Perché non tutti gli “uomini”, sono evoluti. E i fatti, tragici, parlano chiaro. Urlando, straziati, agognata giustizia.

Oggi l’ultimo saluto alla 18enne Mastropietro. A quella ragazza, bella e fragile, caduta nelle peggiori grinfie cui potesse imbattersi. Tanti gli amici e conoscenti, davanti la Chiesa Ognissanti a Roma: oltre alla famiglia, con in testa la coraggiosa mamma Alessandra. Proprio lei ha fatto stampare le magliette col bel volto della figlia:”Da qui nessuno ti potrà mai portare via”, recitavano.

Tanti i fiori, sul feretro di Pamela. E fra questi, la corona floreale inviata da Traini: l’unico vero carnefice, per il “politicamente corrotto”  massmediatico
mondo.

“Hai meritato il paradiso – ha detto la madre durante il funerale – e non tutti se lo possono permettere. Anche se ti hanno fatto un male atroce tu sei viva alla faccia di tutte quelle persone che ti hanno massacrata. Questo, amore, non è un addio. Un giorno ci rincontreremo e sarà per sempre. Ti amo Pamy”. Le parole di Alessandra Verni: un messaggio che solo il cuore di una mamma, potrà a pieno capire.  Parole, che solo l’amore di una mamma riuscirà mai a partorire. Duro ma giusto, lo zio di Pamela: “La comunità nigeriana? Per ora ha fatto solo parole”.

“Lotteremo fino in fondo affinché questa ragazza di 18 anni, questa bambina uccisa con delle coltellate, fatta a pezzi e messa in due trolley trovi giustizia”, ha proseguito lo zio. “Lo faremo per lei, per la sua famiglia e per tutto il mondo civile perché questa è la battaglia di tutto il mondo civile contro quello delle barbarie”.

Presenti Virginia Raggi e il sindaco di Macerata, Romano Carancini. “Giornata di lutto e sindaco ai funerali? Ma alla fiaccolata per Pamela non c’era nessuno dell’amministrazione!”, ha affermato mamma Alessandra. Presenti, allora, Simone Di Stefano e tutta CasaPound: che, nel silenzio generale, mai ha fatto mancare il proprio sostegno. Mai, ha fatto mancare la propria forte voce.

Pamela ci ha lasciati mesi fa. Ma solo oggi, abbiamo potuto salutarla: addolorati quanto inferociti, per una politica libertina e “no borders” che ha permesso tutto ciò. Addolorati e inferociti, per una giustizia troppo spesso latitante. Nonostante la nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa a suo carico dal gip di Macerata, Oseghale non cambia linea difensiva e continua a proclamarsi “Innocent”. Addolorati e inferociti, speriamo di poter finalmente dire “Giustizia è stata fatta. Ora, Pamela, puoi davvero riposare in pace!”.

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