Salvini ed il governo “giallo-verde”

di Paolo Muttoni.

Le novità delle ultime ore danno sempre più probabile un governo “giallo-verde” alla guida del nostro paese. Esecutivo che sta nascendo in fretta e furia, per scongiurare il solito governo calato dall’alto, minacciato da Mattarella lunedi scorso. La vittoria che entrambi si intesteranno subito sarà questa, di essere stati coloro che avranno scongiurato un governo lacrime e sangue lontano dai cittadini.

Bisognerà poi vedere la reale tenuta di questo futuro esecutivo che manca ancora di una parte fondamentale: il premier. Alcuni dei nomi che circolano, come Giovannini e Cottarelli, sono fantasiosi, in quanto significherebbe una clamorosa retro-marcia di entrambi i leader. Detto questo passiamo ad analizzare quello che sembra il principale sponsor di questo accordo: il leader del CDX Matteo Salvini.

Il segretario del Carroccio, fin dal 5 marzo, si è detto disponibile a governare e parlare solo con il Movimento 5 stelle, tenendo sempre una linea coerente (a differenza di Di Maio, per cui era indifferente appoggiare la bici a destra o sinistra). I veti incrociati di Di Maio e Berlusconi, però, impedivano la celebrazione di queste nozze. Salvini, giustamente, preferiva tornare alle urne, piuttosto che essere la stampella di un governo Di Maio, inoltre il rischio di perdere tutte le regioni del Nord sarebbe stato concreto in caso di rottura della coalizione.

Magicamente la soluzione la si è trovata qualche giorno fa, con il conseguente passo di lato di Berlusconi, che ha dato il là alla nascita di questo, che è stato definito il “governo del cambiamento”.

Ora il vincitore pare essere proprio lui, Salvini, in quanto le bozze di contratto di governo (che girano nei giornali) sembrano confermare quanto sempre detto dal leader:

– Abolizione Legge Fornero;
– Flat Tax;
– Controllo immigrazione.

Se il futuro governo dovesse riuscire ad attuare solamente uno di questi provvedimenti, Salvini “rischierebbe” (positivamente) di aumentare i propri consensi. Inoltre, per quanto riguarda l’immigrazione, pare che Salvini sarà il prossimo ministro degli interni (citando Renzi si potrebbe dire: “Prepariamo i pop corn”).

Matteo, che ha dimostrato in questi mesi di non essere, se manterrà questo comportamento, un politico ma uno statista che pensa alle generazioni future, inoltre ha anche dimostrato quello che lui diceva da anni: molta gente (che conta) non lo vuole al governo.

Qui arriviamo all’errore principale di Mattarella: non aver dato l’incarico oppure il pre-incarico al leader di una coalizione da 37%, checché se ne dica ha stravinto le elezioni. Ovviamente non sto adducendo niente, perché parlano i fatti: Mattarella proprio qualche giorno fa ha ravvisato del rischio dei sovranisti e populisti dilaganti in Europa (parla colui che dovrebbe essere un arbitro imparziale), presidente che parla anche “Dell’impossibilità di pensare alla sovranità come soluzione ai problemi” dimenticandosi clamorosamente dell’articolo 1 della nostra costituzione.

Se il futuro governo dovesse lavorare bene, e risolvere anche solo il 3% dei problemi di questo paese, si potrebbero vedere due fatti:

– La Lega mangia ciò che resta di Forza Italia, presentandosi come punto di riferimento indiscusso di un futuro polo della destra italiana;
– Il Movimento 5 Stelle sbranerebbe le spoglie di un PD che si sta dimostrando sempre più un morto che cammina.

Se invece accadesse il fatto contrario, cioè  se Salvini e Di Maio dovessero fallire alla prova del governo, il rischio di derive poco democratiche sarebbe alto.

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