“CasaPound spegne l’arcobaleno”: e meno male!

di Chiara Soldani.

Il solito “titolone” allarmistico. La consueta strumentalizzazione. L’ormai collaudato ingigantimento, distorto, dei fatti: da una goccia  d’olio, ad un mare di petrolio. Così agisce il giornalista mainstream: e se si tratta della “tartaruga frecciata”, il passo incalza per documentare quello che non è.  Deontologia professionale: da rivedere.

“CasaPound spegne l’arcobaleno. Blitz nero ad Ostia”: allarme da codice rosso, signori ! Ma cosa mai sarà successo nell’ormai sacra “Giornata internazionale contro l’omofobia”? Il diretto interessato, il Consigliere del X Municipio Luca Marsella, lo spiega con chiarezza e puntualità:”Stamattina entro in aula e trovo la bandiera arcobaleno accanto al tricolore. Chiedo cosa significhi, magari è in solidarietà ai palestinesi uccisi in questi giorni. Scopro invece che è semplicemente lì contro estremismi e discriminazioni. Ho tolto quella bandiera messa dal M5S, che in un’aula istituzionale non c’entra nulla e rappresenta soltanto una prevaricazione. Se volete dimostrare coraggio, domani portate la bandiera della Palestina. E basta con queste idiozie, pensiamo ai problemi di Ostia” ribadisce su Facebook Marsella che poi, ironicamente, conclude: “Prima o poi tolgo pure la foto di Mattarella”.

Episodio gravissimo, indubbiamente. Peccato per il giornalista mainstream di turno, che il Consigliere non abbia “strappato” ma “tolto” una bandiera che (da regolamento), non doveva essere lì. In gergo calcistico, chiamasi “clamoroso autogol”.

“Tra i tanti articoli usciti oggi ce n’è uno che titola “CasaPound spegne l’arcobaleno”. Volevo tranquillizzare tutti, soprattutto i bambini, che l’arcobaleno ancora esiste. Oggi abbiamo soltanto tolto una bandiera da un’aula istituzionale in cui, per legge, non doveva stare..”. In un tweet “tra il serio e il faceto”, Marsella smonta la gogna mediatica che tenta (senza riuscirci), di infangare CasaPound ed i suoi esponenti: game over, giornalista mainstream di turno!

“Somewhere over the rainbow”: da qualche parte, oltre l’arcobaleno, speriamo di (ri)trovare la “normalità”. Oggi, perseguitata e discriminata, da “variopinte” idiozie. Perché l’arcobaleno è bello dopo un temporale, tra i deliziosi piani dell’omonima “Rainbow cake”, sulla celeberrima copertina dei fantastici Pink Floyd. Altrove, no. Bella non è, bella non sarà mai. Con buona pace della “paladina” Cirinnà. Perché “Chi esce dal fiume della tradizione, si perde nel mare della decadenza”. E la lezione del nostro amato Evola, oggi più che mai, suona forte: anzi, suona più forte che può.

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