Alpini: l’esempio di un’Italia che non si arrende

di Michele Schiavi.

Solo chi vive nei piccoli comuni delle montagne italiane sa veramente quanto gli Alpini siano importanti per la nostra Nazione. E dato che di solito se ne parla solo ed esclusivamente in occasione della grande Adunata Nazionale, ne parliamo anche noi a poche settimane di distanza. 

In Italia esistono più di 4500 gruppi dell’Associazione Nazionale Alpini dove possono tesserarsi coloro che hanno prestato servizio nelle truppe alpine e coloro che condividono i valori degli alpini (come soci aggregati) e 8 reggimenti di truppe alpine appartenenti all’Esercito. Per un totale che si avvicina alle 400 mila unità. 

Ed è riferendosi a questo meraviglioso esercito di uomini e donne che alcuni militanti (anche se spiace sfregiare una parola così bella) dei centri sociali trentini hanno definito gli alpini assassini, hanno distrutto a sassate le vetrine dell’Adunata Store e tentato di sabotare le linee ferroviarie per impedire il loro arrivo a Trento. Se infatti in Italia solo una piccola parte di popolazione considera gli alpini come un gruppo di ubriaconi con la fissa per il tricolore, è necessario smentirli. 

Gli Alpini sono uno dei tanti anelli della colonna vertebrale che tiene in piedi la nostra Nazione. Non solo per l’importantissimo ruolo storico e di conservazione della memoria della nostra Patria, ma anche per il loro ruolo attivo a servizio delle comunità. 8 reggimenti di alpini prestano, o hanno prestato servizio, nelle missioni internazionali: Afghanistan, Libano, Kosovo, Iraq e Libia tra le ultime. Inoltre alcuni gruppi di Alpini compiono periodicamente missioni umanitarie in paesi in via di sviluppo o fortemente colpiti da calamità naturali per assistere la popolazione e garantirgli un futuro dignitoso (occupandosi spesso di ricostruire asili, scuole e centri polivalenti). Ma gli Alpini sono indispensabili anche per le comunità locali: in molti piccoli comuni di montagna si sostituiscono spesso agli operai comunali e svolgono veri e propri interventi di edilizia pubblica in modo volontario, costituiscono una delle ossature del servizio nazionale di Protezione Civile con 13 mila volontari, più di 100 unità cinofile e quasi 400 mezzi, che gli permettono di intervenire in occasione di ogni grande calamità naturale che colpisce il nostro Paese e svolgono una fondamentale funzione di aggregazione sociale specialmente in quei luoghi dove lo Stato, sia per problemi economici sia a causa della geografia “poco accogliente” fa fatica ad arrivare o non ci arriva proprio. Senza dimenticare che spesso, grazie ai loro interventi nelle scuole, gli studenti sentono parlare per la prima volta di Amor di Patria e Nazione proprio grazie a loro.

Ed è quindi incomprensibile la scelta dei centri sociali e di un gruppo di studenti di estrema sinistra che, grazie alle tasche dei loro papà, non si sono mai sporcati le mani insultare questa meravigliosa realtà italiana proprio nel giorno della loro festa. Chi non beve un bicchiere di più nel giorno del suo compleanno? Cin cin.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *